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ATTUALITA'

Sabato 03 Maggio 2014 08:40

DIAMANTE: MISERICORDIA E 118, FATTURE ASP ANCORA NELL’OBLIO. Il referente TDM interviene chiedendo alla magistratura di essere sentito sul sistema ASP

Si inasprisce la vicenda del mancato pagamento delle spettanze della Misericordia di Diamante risalenti a circa un anno fa tra smarrimenti di fatture, incertezze sulle competenze dei vari uffici, servizi sottratti e poi riassegnati; così come anche altra strana piega sembra aver preso il mancato pagamento di numerosi mesi del servizio 118 garantito dal CISOM (Corpo di Soccorso Ordine di Malta) nel comprensorio di Diamante, per il quale tra mancati pagamenti e lettere di reclamo, inoltrate sia da parte della direzione nazionale di Roma che del capo raggruppamento Calabria, si è venuta a delineare altra anomala situazione sulla quale l’avv. Domenico Oliva, referente del Tribunale del Malato per l’Alto Tirreno Cosentino, sembrerebbe aver chiesto di essere sentito, in qualità di persona informata dei fatti, dagli organi giudiziari competenti. “In merito ai rimborsi da liquidare alla Misericordia ancora una volta il distretto sanitario Tirreno afferma la propria estraneità nella liquidazione di alcuni dei pagamenti per i servizi resi scaricando le responsabilità degli enormi ritardi sugli uffici amministrativi di Praia a Mare; bisogna, pertanto, comprendere se tali affermazioni sono corrette o meno in considerazione del fatto che ritardi ulteriori potrebbero comportare problemi nella effettuazioni di servizi delicati. – Così si è espresso l’avv. Oliva – In merito ai ritardi nel pagamento delle spettanze del servizio 118 garantito dal CISOM nel comprensorio di Diamante, per una postazione che ha notevolmente arricchito il servizio sul territorio anche per qualità e professionalità, era normale che insorgessero considerate  numerose circostanze. Ancora più strano, appare tale dato, considerato che anche riguardo a tale servizio ci sono stati episodi come la richiesta ripetuta, da parte ASP, della stessa documentazione contabile; a ciò si aggiunga che esiste un impegno di spesa che, di regola, non dovrebbe prevedere i lunghi tempi nella liquidazione delle spettanze stante la disponibilità di somme accantonate e destinate al servizio de quo. All’autorità giudiziaria sarà corretto riferire su tutta una serie di elementi e circostanze che potrebbero consentire di ottenere risposte chiare e definitive su ritardi, ostacoli, intoppi, smarrimenti e dubbi su competenze tra uffici di uno stesso ente. È inevitabile porsi alcune domande naturali; quando, infatti, si porrà l’esigenza del paziente al centro di tale sistema? Quando, per una volta, si cercherà di agevolare il servizio svolto con efficienza, professionalità e competenza? Non si comprende come possa esserci una forte discrasia tra uffici centrali dell’ASP e altri uffici della direzione dell’azienda sanitaria o uffici periferici incluso lo stesso distretto.”

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