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Martedì 02 Settembre 2014 23:30

Scalea: Dopo mezzo secolo Il Brigante rischia di chiudere

Lavoro, dedizione, passione. E’ quello che ha messo in campo il Brigante in 50 anni di attività a capo della catena di negozi di souvenir sparsi in Calabria e conosciutissimo in Italia e anche nel mondo. E’ quello che potrebbe svanire da qui a poco. Il Brigante è esausto di un modo di interpretare la vita nella sua accezione più ampia e starebbe seriamente decidendo di porre fine alla sua lunga ed onorata attività commerciale. Ma quali sono le cause che stanno spingendo il famoso personaggio della Riviera a gettare la spugna? La non curanza degli organi competenti nei confronti della città. La presenza dello Stato a Scalea aveva ridato un po’ di fiducia, ma visti i risultati emersi da un anno a questa parte il bilancio è drammatico. E’ il pensiero del Brigante, condiviso dai più, che affonda il colpo “ Perche Renzi quando è venuto a Scalea non ha preso contezza dei reali problemi, perché la terna commissariale a Scalea non gira per le vie della città per rendersi conto del degrado in cui versa la ridente cittadina del Tirreno? Tra i tanti problemi, quello che voglio sottoporre all’attenzione è quello relativo al commercio abusivo che ha letteralmente messo in ginocchio l’economia locale “Li vedi vendere di giorno sulla spiaggia e di sera allestire bancarelline. Ma pagano le tasse come le paghiamo noi italiani? Che ritorno ha un Comune da questo modo di improvvisare commercio deleterio per l’Ente? Gli organi di polizia locali sono inermi, hanno le mani legate e poco possono fare per redarguire queste persone nonostante la loro grande professionalità in quanto frenati da leggi poco chiare ed incisive. Molte attività commerciali hanno chiuso e molte sono in procinto di farlo perché per l’assenza di controlli si è radicata la possibilità di questo commercio “selvaggio”. Non vedo l’attuazione di provvedimenti per queste persone, però di contro ho visto un accanimento nei miei confronti come testimoniano i tantissimi verbali che mi sono pervenuti nel tempo.” Con la morte nel cuore il Brigante narra l’ultima esperienza “ Il 26 agosto, a bordo della famosa jeep, dopo aver richiamato l’attenzione di famiglie e bambini lungo tutta la costa tirrenica di approdare a Diamante per le foto con Topolino e Minnie, è successo un episodio che mi ha lasciato l’amaro in bocca; arrivato nella città dei Murales mi è stato proibito di accedere al lungomare dove sono titolare di un’attività e dove mi attendevano circa duemila bambini. Inaccettabile ed indecoroso.” I famosi personaggi che fanno impazzire grandi e piccini, i balli caraibici che portano tanta allegrie, le guasconerie di un personaggio unico nel suo genere possono spegnersi di colpo? Come faranno i turisti senza il Brigante? Sarebbe come un’estate senza sole. Quando si spengono le luci della famosa jeep rossa a Praia o a Scalea i turisti si intristiscono perché l’estate è Brigante, è gioia, è allegria. Una storia che deve fare riflettere e che deve indurre gli organi competenti ad un’analisi attenta e con adeguate e concrete soluzioni per porre rimedio ai tanti problemi del territorio. Prima che sia troppo tardi.

Virgilio Minniti

4 commenti

  • Sono, pienamente d'accordo a quello che il nostro amico brigante ha voluto mettere in evidenza , ossia il commercio abusivo, arrivano tutti a scalea come mai, perché qui non ci sono regole da rispettare questo vale solo per loro, perché per noi ci sono le sanzioni siamo destinati tutti a chiudere le nostre attività anni di sacrifici senza poter fare un giorno di ferie perché dobbiamo pagare le tasse,se si vuole combattere l'abusivismo basta mettere dei vigili per le strade di scalea anzi , più facile venire alla stazione ferroviaria di scalea e vedere quanta merce arriva ogni sera verso le ore 22,00 anziché tartassare le stesse persone

    inviato Giovedì 04 Settembre 2014 14:50 da anteprimamoda di francesca DAgostino
  • La questione sollevata dal brigante mette in luce l'oscurita'di un paradosso del sistema locale di controllo del commercio e della giusta concorrenza che qui manca. In questa parte d'Italia i controlli si fanno solo a chi e'titolare di partita iva, mentre si lasciano camminare per strada centinaia di extraeuropei senza titoli per commerciare souvenir di tutti i tipi, andando con molta probabilità, ad arricchire reti di contrabbando e contraffazione a carattere internazionale, se non proprio reti ed associazioni a delinquere con traffici illegali nemmeno provenienti dall'Italia, con tanto di riciclaggio di denaro sporco in valuta Euro. Oggi l'Italia e'alla fame soprattutto per questo motivo e chi e'titolare di attivita'non arriva a fine mese proprio perche'lo Stato, in tutte le sue funzioni rappresentate, non ha tutelato, ne continua a tutelare la propria cittadinanza, anzi conosco situazioni in cui apparati di controllo si sono accaniti distruggendo piccole aziende che gia'stentavano ad andare avanti. E'arrivato il tempo pero'che questa storia finisca. Mi auguro che persone come il brigante, aziende che cmq mandano avanti almeno 10 famiglie di collaboratori e operai non mmollanoe promuovano una protesta che saro' ben lieto di appoggiare..Antonio Pappaterra

    inviato Giovedì 04 Settembre 2014 09:02 da antonio pappaterra
  • Cari amici i problemi di Scalea non sono da ricercare negli ultimi 3 o 4 anni,ma bisogna andare indietro nel tempo,cioe' tanto per tirare in ballo qualche nome praticamente questa cittadina e' ferma sin dai tempi del famoso Generale Pezzotti,non per essere come si dice schierati politicamente con i"Pezzottiani" ma Scalea oggi sta raccogliendo frutti che non ha mai piantato....cioe' niente..!! mi dispiace dirlo ma abbiamo gettato al vento 15anni di tempo e 15anni cari amici sono tanti per una citta' che vive solo di turismo...!! e non cerchiamo furbamente di scaricare le responsabilita' a questo o quell' amministratore di turno ormai non serve piu' dovevamo pensarci prima...Io a questo punto lancio una mia povera e modesta idea, a Novembre scadra' il mandato al sindaco di Salerno Dott. De Luca, io lo contatterei e lo inviterei un paio d'anni a Scalea per mettere a posto un po' di cose,sarei disposto anche a contribuire economicamente se c'e ne sara' bisogno .

    inviato Mercoledì 03 Settembre 2014 09:44 da Raffaele De Cesare
  • Condivido in pieno quanto espresso dal titolare del negozio. SCalea in queste situazioni non puo piu' andare avanti!!!! dobbiamo essere uniti per cercare di sollevare dalle ceneri questa martoriata citta', ma finche' ognuno di noi pensa solo a se stesso SCalea non cambiera' mai. Io vivo a scalea da 23 anni e come amm.re del comune avevo provato a dare una mano , purtroppo non e' stato possibile dare il mio umile contributo. Spero che i prossimi amm.ri con il cuore in mano con l'aiuto di noi tutti riusciranno a fare le cose elemenRi per una citta', pulizia, decoro urbano e regolare questo commercio abusivo di extracomunitari e non che ormai invadano spiaggie e strade
    Franco Di Giorno

    inviato Mercoledì 03 Settembre 2014 08:49 da franco di giormo

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