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Mercoledì 21 Maggio 2014 11:19

Praia a Mare: Ospedale cittadino. Speranza dalla sentenza del Consiglio di Stato

L'ospedale di Praia a Mare torna a far parlare di se. A rafforzare l'idea della riattivazione del nosocomio c'è la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il decreto. Il ricorso è stato proposto dal Comune di Praia a Mare e dal Comune di Tortora, difesi dall'avvocato, Giovanni Spataro, contro la Regione Calabria, rappresentata dal legale, Franceschina Talarico, l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, difesa dall'avvocato, Nicola Gaetano, il Ministero della salute, dell'Economia e delle Finanze, il Presidente della Giunta regionale, la Presidenza del consiglio dei ministri, rappresentati dall'Avvocatura generale dello Stato. “Il Consiglio di Stato - si legge nella sentenza - in sede giurisdizionale, respinte le eccezioni preliminari, accoglie, nel merito, l’appello e annulla in parte il decreto del commissario quanto alla trasformazione del presidio ospedaliero di Praia a Mare in ospedale distrettuale - Capt, con il conseguente travolgimento delle ulteriori successive determinazioni legate da vincolo di presupposizione. Né appare congrua - si legge nelle motivazioni - l’alternativa che i malati, percorrendo la Strada statale 18 per circa 43 chilometri verso Nord anziché verso Sud, approdino all’ospedale di Maratea, in Basilicata, raggiungibile in un tempo medio di 40 minuti. Appare, infatti, evidente che il rispetto dei livelli minimi di assistenza nel Piano di riordino della rete di urgenza, nell’area del Tirreno cosentino, non può dipendere da scelte di programmazione sanitaria di competenza del Servizio sanitario della Regione Basilicata, che, allo stato, dagli atti non risulta chiamata a cooperare per la soddisfazione dei fabbisogni di prestazioni sanitarie del Servizio sanitario della Regione Calabria. Inoltre, non appare comprensibile - si legge ancora nella sentenza del Consiglio di Stato - la valutazione data dal Commissario alla circostanza che il nosocomio di Praia registrava,  in controtendenza, una mobilità sanitaria attiva del 14% nella Regione. Dato recepito dalla bozza di Piano sanitario 2007/2009 adottata da Regione Calabria. D’altra parte, quanto al problema del tempo necessario per raggiungere il Presidio di Cetraro, la stessa difesa del Commissario lascia perplesso il Collegio, visto che, mentre asserisce che in concreto sussiste la possibilità di raggiungere in tempi brevi Cetraro, poi aggiunge che la distanza di circa 51 chilometri si può coprire in un tempo medio di 56 minuti in condizioni ordinarie di traffico e metereologiche”. Infatti, ad avviso del Collegio, l’indicazione data dal Commissario in realtà conferma che, partendo da Praia a mare e da Tortora è verosimile che nel corso dell’anno il tempo di percorrenza necessario per arrivare a Cetraro possa, di frequente, superare il limite 60 minuti”. La suprema corte interviene anche sull’elisuperficie: “Non è comprensibile - continua la sentenza - quale rimedio a tali inconvenienti giova alla Regione rappresentare che il Capt di Praia a Mare si avvale di apposita pista di atterraggio che nei casi più gravi di emergenza/urgenza garantirà il trasporto immediato dei pazienti attraverso l’elisoccorso. L’indicazione risulta fuorviante. Il Commissario, ha precisato che il Piano di riordino della rete emergenza non prevede le località nelle quali debbono essere “collocate le superfici per l’elisoccorso” e che “al Capt di Praia i soccorsi urgenti vengono assicurati da mezzi dell’elisoccorso che atterrano su superfici di emergenza”. I Comuni appellanti deducono che la riconversione dell’Ospedale di Praia a Mare sarebbe una scelta penalizzante per la popolazione residente nel bacino di utenza e in contrasto con la garanzia dei livelli essenziali di assistenza sanitaria. Gli appellanti, rappresentano come, considerata la presenza di circa 500.000 turisti nell’area nella piena stagione e le disagevoli caratteristiche orografiche del territorio, la riconversione del Presidio praiese sarebbe in contrasto con gli stessi principi fissati dal Piano di riorganizzazione adottato dal Commissario, che, infatti, prevede la localizzazione di una struttura “Spoke in ogni ambito territoriale corrispondente ad un bacino di utenza di almeno 150.000-300.000 abitanti oppure inferiore qualora il tempo di accesso da un ospedale alla più vicina sede di Spoke superi i 60 minuti”.

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