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Venerdì 30 Maggio 2014 17:00

GRIFONI A LAGONEGRO NEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO.

La primavera 2014 ha portato buone notizie per il nucleo di grifoni reintrodotti nel Parco Nazionale del Pollino e attualmente gravitanti in un’area più ampia posta a cavallo tra Calabria e Basilicata.
Grazie agli sforzi profusi nel corso degli anni da parte del Parco Nazionale del Pollino, infatti, sono attualmente monitorati 4 siti di nidificazione di grifone: due a Civita (CS), nell’area di rilascio, e due a San Martino d’Agri (PZ), nel territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Il progetto di reintroduzione nel Parco Nazionale del Pollino ebbe inizio nel 2002 con l'arrivo del primo nucleo di Grifoni provenienti dalla Spagna (GREFA); contestualmente iniziarono le attività di monitoraggio ed alimentazione, condotte con cadenza settimanale per oltre dieci anni (ed ancora in corso). Solo nel 2012, nel corso di queste attività di routine, i ricercatori dell’Ufficio Conservazione del Parco osservavano le prime nidificazioni in due siti posti sulle pareti del Torrente Raganello (Civita). Nello stesso anno, grazie all'ausilio della radiotelemetria, si iniziavano a registrare movimenti di Grifoni tra l'area di rilascio e il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano, dove successivamente veniva segnalato un tentativo di nidificazione. Passando per il 2013, in cui al Pollino si ripeteva sostanzialmente lo stesso scenario dell’anno precedente, nel 2014, oltre alle consuete attività di monitoraggio nell'area del Raganello, si è ritenuto opportuno, in accordo con alcuni ricercatori volontari operanti nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, il Dott. Remo Bartolomei ed il Dott. Antonio Luca Conte, indagare in modo più approfondito, sulle ormai sistematiche escursioni (circa 50 km. in linea d'aria) di alcuni individui nel Parco confinante. È proprio grazie a questa collaborazione che è stata accertata la presenza di quattro pulcini, due per area protetta (e attualmente in stadi di sviluppo diversi), in un ampio contesto ambientale, difficile da prevedere all’origine, ma apparentemente considerato da questi avvoltoi come un’unica area in cui alimentarsi e riprodursi. Infatti, attraverso osservazioni dirette, fototrappolaggio e radiotelemetria si è constatato che i singoli componenti delle coppie nidificanti in Val d’Agri si alimentano regolarmente e a turno al carnaio del Pollino. Il consolidamento del nucleo reintrodotto a Civita, la colonizzazione di territori limitrofi e la presenza di individui provenienti da altre aree di reintroduzione (ad esempio Abruzzo e Sicilia) e da altri paesi d’Europa (come la Spagna, la Francia e la Croazia) ripaga gli sforzi effettuati nel corso degli anni e suggerisce l’adozione, da parte dei due parchi lucani, di una strategia comune di gestione finalizzata a garantire la permanenza nell’area di questi preziosi spazzini dell’ambiente.

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