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Lunedì 09 Febbraio 2015 15:30

SCALEA. ROBERTA CROCE REFERENTE PER LA LEGALITA' DELL'ISTITUTO COMPRENSIVO, COMMENTA IL LAVORO SVOLTO DAGLI ALUNNI IN OCCASIONE DEL GIORNO DEL RICORDO.

In occasione del "Giorno del Ricordo", che commemora le vittime dei massacri delle foibe, Roberta Croce, referente per la legalità dell’Istituto Comprensivo “G. Caloprese” di Scalea, commenta il lavoro svolto dalla scuola relativo alla formazione degli alunni.  «Il 10 febbraio- commenta la Referente - ricorda una terribile pagina di storia che portò migliaia di nostri connazionali ad essere rastrellati, deportati ed uccisi solo perché italiani. Abbiamo il dovere di ricordare alle future generazioni questa tragica pagina della nostra storia dopo anni di silenzi ed omissioni, che hanno avuto fine nel 2004 quando le istituzioni hanno stabilito di riconoscere in base alla legge n.92 del 30 marzo 2004, il 10 Febbraio quale Giorno del Ricordo».  «Con oggi si conclude per i nostri alunni un ciclo di studio relativo al concetto di “Pace” che avevamo  avviato, alcune settimane fa per “ La giornata della Memoria”. In occasione della Shoah, infatti, un grande corteo, pacifico e silenzioso, la mattina del 27 Gennaio 2015, è sceso in piazza, per le principali vie del paese, formato dagli alunni di tutte le scuole di Scalea, di ogni ordine e grado, con  slogan, manifesti, striscioni, lavori… per denunciare la  logica violenta e irrazionale  dei nostri tempi . Per la prima volta a Scalea una manifestazione  con più di 1200 alunni dell’IC “G. Caloprese”, dell’I. “Madre Clarac”, della Cooperativa di “Idea 90”, del Liceo scientifico P. Metastasio  di Scalea, alla presenza delle Forze dell’Ordine, dei  rappresentanti religiosi di tutte le chiese (cattolica,  evangelista, ortodossa…), del vice Prefetto del nostro Comune il dottor Roberto Esposito, al fine di ricordare lo sterminio del popolo ebraico, le leggi razziali, la deportazione, la prigionia, la morte …perché..” Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”. “Sono passati  ormai tanti anni da quel lontano 27 Gennaio 1945, ben settant’anni, dall’apertura dei cancelli di Auschwitz ad opera delle truppe sovietiche dell’armata rossa. Ma ecco la storia che si ripete. Sembra un paradosso dover ricordare ciò che, per il dolore che ha seminato, dovrebbe essere dimenticato. Ma è importante non rimuovere nulla di ciò che è stato, consapevoli che si può e si deve lavorare insieme per non sbagliare ancora, per costruire una società dove valorizzare le nuove generazioni nella realizzazione di un bene comune e nell’affermazione di un ordine sociale, giusto e pacifico e dove possano essere pienamente espressi e realizzati i diritti e le libertà fondamentali dell’uomo per i nostri ragazzi, per i nostri figli.. La Shoah oggi rappresenta un monito per tutta l’umanità contro l’odio razziale, etnico, religioso che ancora insanguina molte parti del mondo e purtroppo riaffiora anche nelle società più evolute.  Il momento storico che stiamo vivendo è molto delicato; siamo circondati da guerre, conflitti, tensioni, episodi di violenza, intolleranza, xenofobia, disgregazione sociale; le scuole vogliono mandare un segnale chiaro alla nostra società, alle istituzioni, all'opinione pubblica di Scalea.  Di stare insieme, di lavorare insieme… Le guerre vanno prevenute con decisioni politiche diverse, i conflitti risolti con il dialogo, con la mediazione e con il rispetto del diritto internazionale”. Gandhi  diceva “NESSUNA CIVILTA’ POTRA’ ESSERE RITENUTA TALE SE CERCHERA’ DI PREVALERE SULLE ALTRE” Una marcia  per la pace dei ragazzi, dei nostri figli, che si identificano come i veri costruttori di pace, alunni che hanno lavorato, tra i banchi di scuola,  sul rispetto,  libertà, amicizia,  fratellanza, uguaglianza, solidarietà,  dialogo,  collaborazione… Un obiettivo importante questo, nato grazie alla grande lungimiranza del nostro preside il prof. Saverio Ordine, che ringrazio, realizzato grazie all’impegno degli alunni e di tutto il corpo docente delle scuole  che alla fine ha coinvolto famiglie e cittadini di Scalea. “Quello che si vedeva dalla piazza era un grande faro di speranza –commenta ancora la Referente- Stando insieme per la prima volta abbiamo privilegiato la dimensione del dialogo  senza discriminazioni etniche,  sessuali, politiche, sociali e religiose. La pace è necessaria perché fondamento dei diritti umani. Investire sulla pace significa investire nella ricerca, nell'educazione, nell'ambiente, nella democrazia e nella giustizia sociale, nella cultura. Non è stato un caso che la manifestazione delle scuole di Scalea si radunassero, come fatto simbolico, sotto la casa del grande Pietro Metastasio, ai piedi del centro storico di Scalea. Tra l’altro il progetto legalità “…Cittadini si diventa…” quest’anno si concentrerà sulla valorizzazione  e la tutela del patrimonio storico del nostro comprensorio in collaborazione con l’associazione di “Italia Nostra”  che ci ha dato la possibilità di aderire al Concorso Nazionale “Le pietre e i cittadini”.

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