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ATTUALITA'

Venerdì 11 Agosto 2017 18:08

Praia a Mare. Mons. Araugio: le novità sulla Festa Patronale della Madonna della Grotta intendono "rendere più vicina e prolungata la presenza della Vergine anche nelle altre comunità”

 In riferimento ai presunti problemi inerenti la celebrazione della Festa Patronale  della Madonna della Grotta in Praia a  Mare, nella qualità di Vicario Generale ritengo di poter sottolineare quanto segue.     Prima di tutto è evidente che nessuno di coloro che sottoscrivono l’articolo apparso sulla Provincia è parte del Comitato, almeno attualmente, forse lo sono stati un tempo, magari se ne ricordano occasionalmente nella ricorrenza festiva, di certo anche loro sono invitati a vivere l’essere chiesa in missione, per come Papa Francesco va incoraggiando i cristiani: che testimonino quotidianamente il loro Battesimo mettendosi alla ricerca degli ultimi e dello scarto nella nostra società. Questa deve essere la prima preoccupazione di ogni Battezzato, poi viene tutto il resto. Anche l’essere parte di un comitato Festa, per come certamente è a loro conoscenza, nella nostra Diocesi di San Marco Argentano,  non è una istituzione stabile ma occasionale, incomincia e termina con la festa di quell’anno. Voglio dire che dovrebbero parlare a nome proprio, il che merita comunque ogni attenzione da parte della Chiesa, e non a nome di ciò che non esiste.      Contemporaneamente in questi stessi giorni ci sono, coloro che collaborano con il Rettore del Santuario, e sono di tutte le parrocchie di Praia a Mare lo stanno facendo in piena comunione con i loro Parroci,  con molti sacrifici, anche perché devono superare le incomprensioni seminate tra la gente da chi ritiene di essere depositario di una tradizione immutabile, al punto che tutto ciò che viene proposto, per corrispondere meglio alle attese dei fedeli del nostro tempo, deve essere rigettato a priori perché non appartiene a questa tradizione.      La volontà del nostro Vescovo è quella di emancipare e diffondere, nella dinamica  evangelica, la devozione alla Madonna della Grotta in tutto il territorio. Anche perché è una devozione legata all’armonia dell’ambiente nella quale si è sviluppata ed è caratterizzata dalla profonda emozione che riesce a suscitare in tutti coloro, non solo praiesi, che hanno la possibilità di viverne i valori spirituali nella Grotta paleolitica del Vingiolo. L’armonia naturale dei luoghi, il silenzio, la maestosità delle rocce, la bellezza del panorama tutto concorre a generare armonia nel cuore in una società nella quale tutto viene vissuto in modo frenetico e con l’apprensione del domani.    Certo di tutto questo nessuno ne ha la proprietà assoluta, ma la responsabilità della  custodia e la responsabilità di orientare la comprensione di questo dono hanno dei nomi specifici e rinviano a persone concrete che con affetto cercano di rispettare ciò che è stato loro affidato, di animarli il più delle volte nel nascondimento con la vita spirituale e non solo in alcune occasioni, per alcuni giorni, ma tutto l’anno. Questi sono i vostri Sacerdoti con il coinvolgimento degli Organismi di Partecipazione Laicale, con i quali decidono i contenuti e le scelte per il bene delle anime delle comunità loro affidate.     In una società come la nostra, generalmente molto complessa nessuno trova gusto a decidere da solo, anche per questo il singolo Parroco e anche il Rettore del Santuario non è più solo ma si relaziona stabilmente con gli altri sacerdoti del territorio, queste sono le Unità Pastorali. Troppo spesso le feste religiose sono state gestite come delle attività turistiche o commerciali e questo non deve più accadere, occorre guardare al bene delle anime, il che significa della persona nella sua complessità. Non si vive una festa religiosa e soprattutto alla Vergine Santa, per seguire delle tradizioni ma per portare conforto a una comunità per dare consolazione alle persone che soffrono, che si sentono sole e abbandonate da tutti, per sentirsi comunità, per pregare insieme.      Nel corso degli anni Praia a Mare, cristianamente parlando era partita come parrocchia cento anni fa con la sua Chiesetta nella Grotta, poi circa cinquanta anni fa è stata costruita la nuova sede della parrocchia e giustamente la festa è stata reimpostata per agevolare la partecipazione di coloro che abitavano la marina, nel frattempo sono nate altre due parrocchie, la Grotta è stata elevata alla dignità di Santuario diocesano, e giustamente i Sacerdoti, volendo seguire quanto già si era fatto precedentemente hanno avvertito l’esigenza di rendere più vicina e prolungata la presenza della Vergine Santa anche nelle altre comunità.     Tutto questo viene visto come poco rispetto alla comunità di Praia, dovrebbe essere visto come una scoperta della novità che Praia a Mare oggi rappresenta nel territorio, nella diversità e nella bellezza nella quale Dio l’ha contestualizzata. Se mi è lecito anche nella bellezza animata dallo Spirito Santo dei tanti Fedeli,  Gruppi e Aggregazioni ecclesiali che ne caratterizza stabilmente la vitalità e la gioia di sentirsi amati dal Signore e di voler vivere amando il Signore.      Non vuole essere una predica fuori posto, ma un incoraggiamento a comprendere i momenti religiosi nella loro complessità e nella piena verità, neanche questo può essere gestito dai singoli o dai comitati perché chi orienta  queste cose è la vita spirituale ed è la gioia di vivere come la Vergine Santa ci ha insegnato e continua ad insegnarci totalmente asserviti al Signore e al bene delle anime. Nelle feste religiose, dobbiamo sempre ricordare che al centro del nostro impegno ci deve essere, la volontà di servire il Signore nei fedeli del nostro tempo, per come oggi il Signore riesce a parlare meglio ai cuori. Non è un problema legato alle tradizioni ma all’oggi del Progetto di Dio che si incarna ogni giorno con l’impegno della propria vita spesa nel bene, con sacrificio che apre all’onestà e nella dedizione gratuita verso tutti e, in questi casi, verso la Chiesa e verso tutti i Sacerdoti che sono posti in mezzo alla comunità parrocchiale per  renderla viva, custodirla e amarla.      

Mons. Cono ARAUGIO

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