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ATTUALITA'

Mercoledì 06 Settembre 2017 06:08

Scalea. Si torna a parlare degli Enotri a Scalea. Avviata la campagna di scavi in località Petrosa

 Tiziana Ruffo.  Tre settimane di scavi archeologici  in località Petrosa di  Scalea. Il sito sarà indagato da una decina di ricercatori dell'Università degli studi di Messina sotto la direzione scientifica del prof. Fabrizio Mollo, in stretta collaborazione con il Comune di Scalea e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, nelle persone del Soprintendente Mario Pagano e del Funzionario Responsabile,  Simone Marino. L’iniziativa è stata annunciata ieri mattina (5 settembre) dal sindaco di Scalea, Gennaro Licursi, in presenza degli assessori, del  prof.  Mollo e del  Dott. Marino. “Il sito- ha spiegato  Mollo-  rappresenta un insediamento capannicolo enotrio di fine VII - inizi VI sec. A.c. L'unico insediamento abitativo indigeno della costa tirrenica calabrese. Si tratta di uno dei più antichi e importanti insediamenti Enotri della Magna Grecia”.  Si tratta concessione di scavo ministeriale richiesta dall’Università di Messina  e approvata  dalla  Soprintendenza Archeologia della Calabria. Il sito era stato  interessato  dai primi interventi di Pier Giovanni Guzzo,  Studioso di fama internazionale noto a tutta la comunità scientifica e archeologica. Erano gli inizi degli anni Settanta. Da  allora l'area non  ha goduto di attività di indagine archeologica. Il sindaco Licursi,  ha ribadito che la sua amministrazione comunale,  è molto propositiva a riguardo  e intende mantenere questo  un filo diretto  da tempo avviato con la Soprintendenza e attivare  nuove collaborazioni con l’università di Messina, mettendo a  disposizione attrezzature, ospitalità e supporto logistico.  Un passo importante che apre a sinergie e a pianificare  attività volte alla valorizzazione del territorio. La cultura è  considerata dall’amministrazione comunale  di Scalea   un tassello decisivo per rimettere in moto la macchina economica e sociale in una zona che riveste un rilievo strategico nel più ampio disegno di riqualificazione dell’intero territorio.  Le recenti campagne di scavi archeologi   sul colle del Palecastro a Tortora, condotte sempre dal Prof. Mollo;    il trasferimento degli uffici periferici  della Soprintendenza della Calabria e dell’annesso Museo archeologico nazionale, nella  nuova sede  dei locali ubicati nel Palazzo dei Principi e la  riqualificazione di  Torre Talao e Torre Cimalonga a Scalea,  il progetto del  museo diffuso e le tante iniziative collegate  rappresentano solo alcuni  esempi della valorizzazione dei beni artistici ed archeologici  messa in atto dalla Soprintendenza con il preciso intendimento di rilanciare tutto l’alto Tirreno in una nuova ottica di turismo culturale . 

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