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Sabato 16 Settembre 2017 06:17

Scalea. Un viaggio musicale e letterario nel paesaggio archeologico della città.

Tiziana Ruffo. Archeologia, teatro  e musica tutto in una volta. L’occasione è data dall’iniziativa “L’uomo e la natura:storia d’amore e distruzione” che si svolgerà a Scalea , sabato 23 settembre,  a Palazzo dei Principi. Si tratta di un viaggio musicale e letterario nel paesaggio archeologico della città  tra ricerca e devastazioni urbane. L’evento rientra nell’ambito delle “Giornate europee del patrimonio”, un’iniziativa congiunta del Consiglio d’Europa e della Commissione europea, che rappresentano un insieme di eventi culturali partecipativi celebrati da tutta la popolazione in Europa. L’obiettivo della manifestazione di Scalea è quello di   sensibilizzare la comunità al  patrimonio comune  locale  e alla continua necessità di proteggerlo, far condividere l’esperienza del patrimonio culturale, promuovere la partecipazione e incoraggiare la creatività e l’immaginazione. L’accento  è posto sugli scavi della Petrosa di Scalea e  sull’Antiquarium di Torre Cimalonga. Gli scavi archeologici  in località Petrosa  sono in corso da qualche giorno.  Il sito è  indagato da una decina di ricercatori dell'Università degli studi di Messina sotto la direzione scientifica del prof. Fabrizio Mollo, in stretta collaborazione con il Comune di Scalea e la Soprintendenza Archeologia della Calabria, nelle persone del Soprintendente Mario Pagano e del Funzionario Responsabile,  Simone Marino. Sarà proprio Il Prof. Fabrizio Mollo,  alle 17.30,  a fare il punto sugli scavi della  Petrosa che hanno la durata di tre settimane. L’iniziativa proseguirà alle ore 20,  con  una visita guidata dal dott. Simone Marino all’Antiquarium Cimalonga. A conclusione dell’evento, alle 21.00,  si svolgerà lo spettacolo teatrale “I Satiri Saturi:l’uomo e la natura: storia d’amore e disrtruzione”. Sarà interessante conoscere da vicino il patrimonio incarnato dalla natura, sul modo in cui l’ambiente modella lo stile di vita delle persone e sul suo contributo al loro benessere e alla loro crescita socioeconomica. “Il sito- ha ribadito  Mollo-  rappresenta un insediamento capannicolo enotrio di fine VII - inizi VI sec. A.c. L'unico insediamento abitativo indigeno della costa tirrenica calabrese. Si tratta di uno dei più antichi e importanti insediamenti Enotri della Magna Grecia”.  Si tratta concessione di scavo ministeriale richiesta dall’Università di Messina  e approvata  dalla  Soprintendenza Archeologia della Calabria. Il sito era stato  interessato  dai primi interventi di Pier Giovanni Guzzo,  Studioso di fama internazionale noto a tutta la comunità scientifica e archeologica. Erano gli inizi degli anni Settanta.

 

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