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Domenica 17 Settembre 2017 06:50

Scalea. La comunità del territorio si riprenda lo spazio controllato dalla mafia

Tiziana Ruffo.  “Un presidio di Libera non nasce riunendosi e firmando un protocollo. Nasce alla fine di un percorso che ci conduce alla consapevolezza, alla corresponsabilità, all’impegno”. Le parole di Angelo Serio, membro del coordinamento provinciale di Libera Cosenza,  consolidano  la presenza nel Tirreno cosentino dell’associazione  che domani (18 settembre)  darà vita ad un  percorso formativo per la nascita del  Presidio di Libera dell’alto Tirreno cosentino, da Cetraro a Tortora. L’iniziativa sarà illustrata alle ore 18,  al “Punto Luce” (Ecomuseo) di Scalea, scelta quale sede del Presidio di legalità. Saranno presenti, oltre ad Angelo Serio,  don Ennio Stamile, referente di Libera Calabria  e don Marcello Cozzi, già vicepresidente di Libera e attuale responsabile dello sportello antiusura. Un fatto rilevante che aggiunge un tassello significativo nel percorso di lotta alla mafia che si sta portando avanti, soprattutto a Scalea,  per liberare questo lembo di terra dai perversi tentacoli della malavita. “Fare antimafia non significa dare medaglie o riempire le piazze. – Ha dichiarato Serio- La mafia si contrasta riprendendoci lo spazio vitale nel nostro territorio: se lo occupiamo noi, se siamo attivi, lo togliamo a loro, ai mafiosi e a chi sta loro intorno a raccattare briciole e ringraziare”. Un presidio che possa fare monitoraggio civico, come antenna- osservatorio,  che sappia nel contempo organizzare azioni di contrasto e prevenzione nella lotta alla criminalità organizzata ed alla corruzione, nonché azioni civiche di consumo critico e boicottaggio,  che abbia la capacità di rivendicare giustizia sociale, equità, rispetto delle regole, difesa dell’ambiente e dei beni comuni. Un  percorso  sulla legalità che è frutto di  esperienze ed azioni messe in atto sul territorio da anni. Il  punto di partenza, come spiega Serio (che è anche coordinatore del Punto Luce),  risale al  campo di lavoro e di formazione, coordinato da Libera Cosenza, che nel 2012 restituì un bene comune, l’Ecomuseo di Scalea, alla comunità. A quel campo parteciparono giovani e meno giovani di  Cosenza , Paola, Scalea, Praia a Mare,  Belvedere Marittimo, Tortora,  Santa  Domenica Talao,  Santa Maria del Cedro.  Tante altre sono state le azioni di sensibilizzazione, nelle piazze e nelle scuole. In questi anni Libera è stata presente anche nel sostegno a vittime di estorsione, di minacce. “Abbiamo cercato di costruire – ha detto ancora Serio- percorsi di condivisione con cittadini, famiglie, scuole, associazioni  partendo dal fare e non dalle manifestazioni eclatanti, che pure ci sono state, come quella a  Scalea, il 21 marzo 2016, in ricordo delle vittime delle mafie”. Ora, dunque  con la guida di don Ennio Stamile e di don Marcello Cozzi si arriva alla concretizzazione di quel percorso, con un cammino di formazione per la costituzione del Presidio. Formarsi vuol dire anche imparare ad essere “ attori di cambiamento, antenne per  monitorare il territorio,  trovare  il modo di arginare la ndrangheta e la corruzione,  difendere i beni comuni e l’ambiente, lottare per la salvaguardia dei diritti sociali, essere produttori di buone pratiche di cittadinanza attiva e consapevole”. Questo percorso ha avuto  già nei mesi scorsi un primo momento formale di “chiamata” alla cittadinanza ed alle associazioni, in occasione dell’incontro a  Palazzo Gabriele Marino di Santa Maria del Cedro in cui si è discusso di racket e usura. (Nella foto Angelo Serio)

 

 

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