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Mercoledì 20 Settembre 2017 05:32

Scalea. Verso un nuovo presidio Libera in città

Tiziana Ruffo. Libera, l’associazione delle associazioni ispirata e promossa da don Ciotti approda a Scalea con un enorme carico di problematiche da affrontare, di parole da scrivere, di comportamenti da tenere, di impegno, di entusiasmo da trasmettere. Si è presentato  così al “Punto Luce”  di Scalea (un locale all’interno degli spazi dell’Ecomuseo) il   percorso formativo che porterà alla nascita del Presidio di legalità nel vasto territorio dell’alto Tirreno cosentino, che va  da Tortora a  Cetraro, con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Un’azione formativa annunciata nei mesi scorsi in occasione di un incontro a   Santa Maria del Cedro in cui si era  discusso di racket e usura. L'incontro  a Scalea è stato animato da un’ interessante conferenza sui temi della criminalità in generale a cui hanno partecipato don Marcello Cozzi, già vicepresidente di Libera e attuale responsabile dello sportello antiusura, don Ennio Stamile, referente di Libera Calabria  e Angelo Serio, membro del coordinamento provinciale di Libera Cosenza,  nonché  coordinatore del Punto Luce. Il Presidio sarà poi  intitolato ad una vittima del Tirreno. La scelta, infatti,  è parte del percorso di formazione, che inizia con la conoscenza delle vittime e delle loro storie.  Negli ultimi anni si è manifestata in maniera crescente l’avversione della popolazione alla delinquenza: politici,  associazioni, studenti, hanno sottoscritto documenti, hanno sfilato in cortei, qualcuno ha  depositato esposti e denunce; in maniera  disorganica però.  Ora, con la guida di don Ennio Stamile e di don Marcello Cozzi, ha dichiarato Angelo Serio nell’introdurre l’incontro,  si arriva alla concretizzazione di  un cammino lungo e difficile di formazione, di articolazione unitaria per arginare la ndrangheta e la corruzione,  difendere i beni comuni e l’ambiente, lottare per la salvaguardia dei diritti sociali. L’azione del percorso  si snoderà attraverso la memoria delle vittime innocenti della mafia,  l’impegno a circoscrivere  il disagio delle famiglie delle vittime innocenti  e sostenerle nell’avere un’esistenza libera e dignitosa. “Nel nome della memoria- ha tuonato Cozzi-  si sono fatte troppe passerelle soprattutto in quei luoghi di quelle stragi dove in quelle passerelle hanno preso  visibilità persone che forse di quelle stragi si portano qualche peso sulla coscienza. E non ci rendiamo conto di dare loro spazio in certe occasioni” . Per  dare vita ad un  Presidio Libera – ha detto Stamile - è necessaria la formazione che unisce   persone, associazioni, scuole e realtà territoriali che intendono impegnarsi in una conoscenza approfondita delle dinamiche malavitose che sono presenti nel  territorio. Questo è fondamentale poi una strategia di contrasto”.   Un incontro significativo con interventi del pubblico, che hanno ulteriormente contribuito a caratterizzare  l’evento. Tra gli altri è intervenuto l’assessore al turismo di Cetraro, Tommaso  Cesareo, che ha precisato che “Non basta arrestare Muto e i suoi accoliti, come ha fatto l’operazione Frontiera . Se ci permaniamo a questo abbiamo perso”.

 

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