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Sabato 30 Settembre 2017 06:00

Scalea. Questore e vescovo in città per ricostruire la bussola dei valori

Tiziana Ruffo. Continua l’impegno delle associazioni e della Chiesa a Scalea per ricostruire la comunità, pesantemente sfilacciata da fenomeni di illegalità, da e “tante situazioni sociali che si devono affrontare per restituire serenità dai residenti e per corrispondere meglio alla vocazione turistica della città”. In questa ottica don Cono Araugio, parroco della chiesa San Giuseppe lavoratore e coordinatore dell’Unità Pastorale, ha promosso insieme alle associazioni, Pro Loco, Asso Scalea, Azione Cattolica, Agesci,  Caritas, Carnem Levare, Libera, Moto Club, Progetto Germano, Punto Luce, Sportello antiviolenza per le Donne e Viva Scalea, un tavolo di confronto a cui interverranno il questore di Cosenza, Giancarlo Conticchio, il vescovo di San Marco Argentano – Scalea,Leonardo Bonanno, il sindaco di Scalea, Gennaro Licursi, il segretario comunale Antonio Coscarella e lo stesso don Cono.  L’incontro si svolgerà  giovedì 5 ottobre alle ore 18,00 nella Parrocchia San Giuseppe Lavoratore. L’iniziativa- ha dichiarato don Cono- aiuterà “a comprendere quale interrelazione positiva si può instaurare tra coloro che abitano e operano nello stesso territorio”. Gestione del territorio: problema della sicurezza, poco rispetto della raccolta differenziata, presenza delle forze dell’ordine e il ruolo delle associazioni al centro del confronto che punta a rimettere nei binari della collaborazione e della solidarietà l’intera comunità scaleota, chiamata a svolgere un ruolo centrale nel processo di cambiamento del territorio.“Vivere questo impegno – ha sottolineato don Cono- è un percorso a volte non facile, significa mettere al centro della vita il Bene comune e non solo il proprio Bene. Questa attenzione all’altro e al territorio ci renderà entusiasti nel concorrere a cambiare le cose delle quali spesso ci si lamenta, ma che non sempre ci trova disponibili  ad affrontare insieme nelle diverse competenze: cittadini, istituzioni civili, scuole, istituzioni militari  e parrocchie”. La chiesa dunque non intende rimanere indifferente rispetto al dramma sociale che colpisce diversi starti della comunità e lancia un preoccupato allarme ai cittadini chiamati a stare insieme per costruire un nuovo fronte democratico volto ad arginare i tanti fenomeno malavitosi e delinquenziali che turbano la serenità dei cittadini e minacciano il futuro delle generazioni, spesso travolte dalle sirene della malavita con la promessa di facili guadagni attraverso pratiche illegali che bruciano le prospettive di crescita morale e civile della comunità. Un’occasione per rafforzare la sinergia delle istituzioni che dovranno operare con rigore e lungimiranza al fine di ricostruire la bussola dei valori da indicare ai giovani nella difficile navigazione nella modernità. In precedenza il percorso seguito da don cono Araugio era stato definito in un proficuo incontro sulla legalità con tutte le associazioni e numerosi cittadini.

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