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Martedì 03 Ottobre 2017 05:46

Scalea. Grandi risultati scientifici dallo scavo archeologico sulla Petrosa

Tiziana Ruffo. "Testimonianze e materiali potenzialmente forieri di grandi risultati scientifici dei prossimi anni". E´ quanto emerso dalle tre settimane di scavi archeologici in località Petrosa di Scalea. Il sito è stato  indagato da una decina di ricercatori dell'Università degli studi di Messina sotto la direzione scientifica del prof. Fabrizio Mollo, in stretta collaborazione con il Comune di Scalea e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, nelle persone del Soprintendente Mario Pagano e del Funzionario Responsabile,  Simone Marino. “Dovremo fare ancora lunghe ricerche- ha precisato il prof. Mollo- ma i primi risultati sono estremamente interessanti. Il sito rappresenta un insediamento capannicolo enotrio di fine VII - inizi VI sec. A.c. L'unico insediamento abitativo indigeno della costa tirrenica calabrese. Si tratta di uno dei più antichi e importanti insediamenti Enotri della Magna Grecia”. Il sito era stato interessato dai primi interventi di Pier Giovanni Guzzo, studioso di fama internazionale noto a tutta la comunità scientifica e archeologica. Erano gli inizi degli anni Settanta. Da allora l'area non ha goduto di attività di indagine archeologica. "La zona interessata - ha sottolineato il prof Mollo - ricade in un fondo, di proprietà della famiglia De Bonis, che lo ha messo immediatamente a disposizione al fine di consentire i lavori, realizzati da un’equipe di ricercatori e studiosi”. Lo scavo, di concessione ministeriale richiesta dall’Università di Messina e approvata dalla Soprintendenza Archeologia della Calabria, ha messo in luce un potenziale storico e informazioni veramente notevoli. “Si tratta di un grande insediamento indigeno enotrio,- ha precisato Mollo- che vive a cavallo della distruzione di Sibari, tra fine VI inizi V secolo. Un elemento di grande novità rispetto alle conoscenze pregresse. Un circuito di fortificazioni che configura il sito della Petrosa come uno dei più importanti  del Golfo di Policastro” . Scalea  finalmente si riappropria del suo  patrimonio. “Una città cosi importante così strategica per il territorio con una storia lunghissima dal paleolitico al Musteriano di Torre Talao, alla fase arcaica. Quello della Petrosa- ha concluso Mollo- è uno dei siti più conosciuti al mondo”.  (Foto-Antiquarium-Torre Cimalonga)

 

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