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Venerdì 24 Novembre 2017 18:20

SCALEA. Torre Talao patrimonio dell’UNESCO.

L’Associazione culturale “Cara, vecchia Scalea” e l’Amministrazione comunale di Scalea hanno avviato l’iter per richiedere all’UNESCO il riconoscimento di Torre Talao quale bene materiale da proteggere, salvaguardare e valorizzare inserendolo tra i siti ambientali, antropologici e storico-culturali di rilevanza mondiale. Nei giorni scorsi, una delegazione di “Cara, vecchia Scalea” guidata dal Presidente, Vincenzo De Vito, ha incontrato il Sindaco di Scalea, Gennaro Licursi, per informare l’Amministrazione sui programmi che l’Associazione intende portare avanti sul territorio in un prossimo futuro. Dal cordialissimo colloquio, sono emerse una grande sintonia di vedute e la disponibilità per una proficua, reciproca collaborazione. Tra i vari argomenti trattati, è stata subito accettata l’idea di proporre di candidare Torre Talao presso l’UNESCO per il riconoscimento del sito come patrimonio dell’umanità.  E’ superfluo ricordare gli enormi vantaggi che deriverebbero per la nostra Scalea anche nel campo turistico-commerciale se la suddetta richiesta fosse accolta. E’ stata redatta quindi una prima scheda informativa con i dati essenziali riguardanti Torre Talao che si ritiene utile pubblicare in quanto, ancora oggi, a molti sfuggono la reale potenzialità e l’enorme valenza di questo luogo. Con Dino e Cirella, era una delle tre isole della Calabria. Da molti anni, a causa di fenomeni di’interrimento, è totalmente collegata alla terraferma. L’edificio della Torre e lo scoglio offrono interessantissime opportunità d’indagine nel campo archeologico, storico e del patrimonio monumentale. Torre Talao inoltre, riconosciuta come geosito presenta caratteristiche eccezionali sia per il patrimonio  botanico e naturalistico esistente che dal punto di vista geologico.  E’ particolarmente interessante la presenza di una fonte di acqua sulfurea conosciuta fin dall’antichità e sfruttata, alla fine del 1800, dal proprietario-Del Giudice-per l’imbottigliamento e per cure termali. Lo scoglio di Torre Talao tra mito, storia e leggenda ha attraversato i secoli. Ha visto passare, nel mare che la circondava, Enea e Ulisse.Nei suoi pressi doveva sorgere l’heroon- monumento commemorativo di un eroe- eretto da Ulisse- dopo la morte di Draconte, compagno del re di Itaca. L’uomo di Neanderthal, trentamila anni fa (Paleolitico medio/superiore), abitò le grotte dello scoglio di Torre Talao che resta uno dei siti preistorici Mousteriani più interessanti dell’Alto Tirreno Cosentino. Del periodo restano rilevanti tracce nei reperti delle campagne di scavo, condotte dalla fine del 1800 al 1957, conservati in alcuni musei italiani. Poi vennero i greci e i romani, che lasciarono  tracce della loro presenza. Sono visibili i resti di una villa con ninfeo, presumibilmente di età imperiale. Si racconta inoltre che su questo piccolo isolotto vi fossero le “Scuole di Lucano”, famoso poeta latino. Vide anche il passaggio di Re Riccardo Cuor di Leone nel suo viaggio verso la Terrasanta per la terza crociata (1190). Nel 1563 fu emesso l’ordine per la costruzione della Torre che doveva far  parte del sistema difensivo costiero composto di 337 torri una in vista dell’altra, voluto da Carlo V Imperatore di Spagna, contro gli attacchi dei Saraceni. Avrebbe ospitato una piccola guarnigione che doveva svolgere un ruolo attivo nella difesa oltre alle funzioni di avvistamento e di guardia. Verso la fine del secolo XVII Torre Talao fu disarmata e perse la sua funzione di presidio militare. Il sito fu, comunque, riutilizzato dai militari durante la prima guerra mondiale 1915/18 e la seconda 1939/45. Fino agli anni venti del 1900 il proprietario dell’epoca, Amedeo Rocco Armentano, ne fece la sede di un cenacolo culturale di notevole importanza e centro studi esoterici e pitagorici.  Oggi, è il simbolo di Scalea.  Torre Talao è quindi uno dei siti più importanti e significativi del nostro territorio e può aspirare, a pieno titolo, a essere inserito nel prezioso patrimonio dell’umanità protetto dall’UNESCO.

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