RADIO ONE BANNER SOPRA
ascolta le ultime previsioni meteo

ATTUALITA'

Venerdì 13 Aprile 2018 09:15

Scalea. Un bagno nella realtà africana per capire meglio i problemi delle nostre comunità

Tiziana Ruffo. È stata un’esperienza esaltante quella che si è recentemente conclusa in Africa, nell’ambito della “Missione Benin”, vissuta da due sacerdoti inviati del vescovo della diocesi Leonardo Bonanno. Si tratta di un ambulatorio nel paese africano, supportato dalla Diocesi di San Marco Argentano- Scalea con in fondi della quaresima. Un progetto avviato a suo tempo da mons. Augusto Lauro e portato avanti dall’attuale vescovo, che ha inviato mons Cono Araugio, parroco della chiesa San Giuseppe lavoratore di Scalea e don Eugenio Hounglonou, parroco della Chiesa di San Biagio di Diamante a sostegno dell’iniziativa. La cooperazione tra la diocesi e la comunità africana si rafforza con il coinvolgimento del nuovo vescovo di Porto Novo, Aristide Gonsallo, che ha accolto la delegazione calabrese con disponibilità in una liturgia crismale nella parrocchia Notre Madame des Graces. Tutto colori, sorrisi, danze e suoni, i due sacerdoti sono stati travolti da un tripudio di bambini e di adulti in festa.  La diocesi di Porto Novo conta un milione e 800mila abitanti con 694 mila cattolici, 235 sacerdoti per 96 parrocchie.  Mons Cono ha sottolineato la complessa situazione sociale in cui si trovano gli abitanti del Benin ed ha evidenziato il ruolo importante che sta svolgendo la Chiesa e quindi anche la Diocesi calabrese, per contribuire a fronteggiare le tante difficoltà in cui si dibattono le comunità del luogo. Nell’ospedale di Dango, che serve un’area di 30mila abitanti, un quartiere fatto di strutture molto essenziali, mons Cono e don Eugenio accompagnati da alcune suore hanno visitato i padiglioni, dove, “c’è molta povertà, un essenziale sostegno tecnico ed un’evidente la carenza di servizi”. Insomma, nonostante la grande e generosa dedizione del personale le esigenze essenziali da sostenere sono difficili da immaginare. “Oltre il servizio di prevenzione con le varie vaccinazioni, - racconta mons. Cono- vengono ospitate le donne in maternità, gli ammalati ordinari, gli ammalati di Hiv, c’è un laboratorio per le analisi, il più adeguato tecnicamente, c’è anche una sala operatoria che funziona solo d’estate grazie ai medici che scelgono di fare qui le loro vacanze”. Lasciata “l’Africa dei villaggi” con tutta la sua sola “ricchezza umana” i due sacerdoti si sono spostati a Cotonou, considerata la capitale economica del paese, con il palazzo presidenziale, gran parte dei servizi governativi e le sedi diplomatiche. Due realtà agli antipodi, ha commentato mons. Cono- a Cotonou la civiltà dei consumi e l’imprenditoria privata hanno già un buon seguito”. Con l’arcivescovo di Cotonou, il domenicano Roger Houngbedji si è discusso di problemi sociali e soprattutto dell’impegno per l’ospedale di Dango. Durante i vari pranzi, rigorosamente africani, i due sacerdoti diocesani hanno avuto modo di don Colbert Goudjinou, sacerdote africano che in passato ha prestato il servizio ministeriale per alcuni mesi in maniera congiunta alle due comunità di Sangineto e Bonifati e che ora lavora in scuola per i formatori al Centro Le Chant d’ Oiseau.

Lascia un commento

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie visita la pagina Note legali - Privacy -Cookie