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Venerdì 06 Luglio 2018 17:01

MARE NOSTRUM. Angelo Aligia, Franco Salemme Inaugurazione domenica 8 luglio 2018 ore 21 .

Due artisti, Angelo Aligia e Franco Salemme, due ambienti della Torretta ubicata nel centro storico di Diamante, due universi espressivi chiari e distinti, ma con insospettabili prossimità: sono questi gli elementi della proposta espositiva, sostenuta dall’Assessorato alla Cultura, che accompagna l’estate 2018 del suggestivo borgo tirrenico calabrese. Mare Nostrum è l’installazione site specific presentata da Angelo Aligia. Qui tutto si gioca su elementi evidentemente primari dai chiari rimandi: la terra, l’acqua, le presenze. Presenze da individuare nelle parti bianche, sommariamente sagomate in legno, che galleggiano nell’acqua di semplici ciotole fittili, che a loro volta si ripetono ordinatamente e simbolicamente, come un’eco visiva, per rinviare all’unità di terra, acqua e storie ed evidenziare tutto ciò che il Mediterraneo è stato, è e sarà: luogo di scambio, di convivenze non sempre facili, fughe e ritorni, transiti e migrazioni, drammi, tragedie e miti. Sarebbe certamente riduttivo leggere  in quest’opera l’intenzione di trattare esclusivamente l’attualissima quanto spinosa questione dei flussi migratori con annessi ammonimenti morali. Aligia, nel suo lavoro, non si è mai spinto oltre una certa nostalgia per i valori di un tempo perché, di fatto non è, né vuole essere, un artista didascalico. Diversa è la proposta di Franco Salemme che utilizza l’ambiente della torretta a lui destinato per mostrare, per la prima volta nel suo luogo d’origine, una selezione di opere a parete appartenenti al ciclo Visioni mediterranee, della sua ricerca più attuale. Questi accattivanti manufatti si presentano sostanzialmente come quadri non dipinti, ma realizzati con una tecnica che assembla, quasi in una inedita rilettura delle tecniche musive, frammenti in legno di varia forma, misura e colore. Fedele all’uso del legno, che ha elevato a proprio materiale d’elezione tanto in scultura quanto nel design del mobile, Salemme trova nei saggi più significativi di questo ciclo recente un particolare lirismo che si esalta non soltanto nel concetto di appropriazione, recupero e risemantizzazione, quindi rinascita, di frammenti recuperati e adattati, ma anche e soprattutto nell’esaltazione del logorio del tempo e della salsedine sulle diverse superfici. E’ in questo modo che si impongono allo sguardo non soltanto le trame geometriche, date da forme e colori dei diversi legni ma anche i traumi, le abrasioni, le frastagliate lacune di vernici e dorature, un tempo impeccabili, e che solo così, ora, possono celebrare l’inesorabile e sublime forza trasformatrice del tempo.    

 

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Note Biografiche

Angelo Aligia (Maierà – Cs, 1959). Giovanissimo, dotato di una spiccata inclinazione per il disegno, si dedica alla scultura, in cui trasferisce l’esigenza di un rapporto con un principio originale e antropologico,come condizione autentica vitale dell’essere umano oltre le differenze individuali e storiche. Le sue sculture che precedono gli anni Ottanta, riconducibili ad alcune esperienze dell’avanguardia storica, si sono sviluppate nel tempo in composizioni più libere e sperimentali. L’area della sua ricerca si colloca sin dagli esordi nell’ambito poetico del recupero del primario cui aggiunge una sensibilità architettonica che lo ha portato a indagare nel mondo delle forme geometriche solide regolari. Nei suoi lavori più recenti, la sua vena di rinnovato lirismo lo ha indotto a sperimentare nel rilievo e nella pura bidimensionalità l’innato senso della natura che ne connota gli interessi poetici sin dagli esordi. Ha preso parte a numerose mostre personali e collettive in spazi pubblici e gallerie private, in Italia e all’estero, realizzando numerose sculture per centri urbani. Ha al suo attivo numerose mostre in Italia e all’estero in spazi pubblici e gallerie private. Tra queste si segnalano le personali “Il canto delle pietre silenziose” (S. Ivo alla Sapienza, Roma, 2006); “In attesa del vento” (Complesso monumentale del Vittoriano, Roma, 2008); “Terra, vento, pietra” (Galleria Nazionale di Cosenza, Palazzo Arnone, Cosenza 2010). Ha preso parte alla 54° Biennale d’arte di Venezia, Padiglione Italia, Villa Genovese Zerbi (Reggio Calabria). Vive e opera a Diamante (Cs)

 

Franco Salemme (Belvedere marittimo –Cs, 1973). La sua naturale propensione per il disegno a una spiccata manualità lo spinge, giovanissimo, alle prime sperimentazioni plastiche. Mentre frequenta le scuole superiori apprende le tecniche di lavorazione del legno nel laboratorio di famiglia. Dalla metà degli anni Novanta la sperimentazione scultorea con il legno assume una rilevanza crescente e sistematica con la realizzazione di opere a tuttotondo in olivo e di mobili di arredo di grande originalità. In questo stesso periodo entra in contatto con alcuni degli artisti più significativi dell’area, attivando numerose collaborazioni e prendendo parte alle prime mostre collettive. Nel 2007 realizza il progetto scenico per lo spettacolo teatrale Na guerra antica di  Vincenzo Zicarelli con la regia di Giancarlo Cauteruccio  (Magna Grecia Festival). Alcune sue opere sono state selezionate e utilizzate nei set cinematografici dai registi Pupi Avati e Mimmo Calopresti. Risiede e opera a Diamante.

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