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Mercoledì 30 Luglio 2014 20:51

Verbicaro: Lettera aperta al capo dello Stato. ''Presidente ci aiuti''

In una missiva inviata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al premier, Matteo Renzi e al prefetto di Cosenza, tre dipendenti dell’ormai disciolta Comunità Montana “Alto Tirreno - Appennino Paolano” con sede in Verbicaro evidenziano la problematica in cui vivono. Mario Bloise, Nicola Cristofaro e Maurizio Sollazzo, non percepiscono lo stipendio da mesi.  “In questi decenni - scrivono - la nostra situazione è stata sempre difficile. Mai la certezza di avere un futuro tranquillo e di percepire, a fine mese, lo stipendio per mandare avanti le nostre famiglie. Tale situazione - si legge nella lettera - è andata avanti fino alla legge finanziaria del 2010, quando il governo  ha eliminato qualsivoglia intervento finanziario statale in nostro favore, lasciando alle Regioni il compito di provvedervi. Da quel momento - dichiarano Bloise, Cristofaro e Sollazzo - è iniziato  un vero e proprio calvario. Per noi le Festività Natalizie e quelle Pasquali sono state tristissime, al pari dell’imminente ferragosto. È , infatti, dal  mese di novembre 2013 che non percepiamo lo stipendio. La politica regionale e quella locale si è completamente dimenticata di noi. Non siamo considerati  al pari degli altri, ma dei dipendenti di serie “C” per i quali non vi è alcuna certezza A nulla sono valsi gli scioperi, le manifestazioni, le proteste: la situazione è rimasta immutata. È umiliante, alla nostra età, - continuano gli ex dipendenti dell’ente sovra comunale - attendere uno stipendio che non arriva. È umiliante doversi affidare alla benevolenza del dirigente di turno, disponibile a trovare, fra le pieghe del bilancio regionale, qualcosa per noi, o affidarsi alle promesse di qualche  consigliere che promette il suo interessamento. È difficile in Calabria vivere per lunghi mesi senza ricevere niente soprattutto per chi, come noi, - affermano Bloise, Cristofaro e Sollazzo -  è monoreddito con figli disoccupati, a volte con situazioni familiari complesse e difficili”. Da qui l’appello al capo dello Stato: “Presidente ci aiuti. Ci restituisca un pò di quella dignità che ogni cittadino italiano dovrebbe meritare e con essa la fiducia nello Stato. Faccia in modo che questi ultimi anni prima del pensionamento possano essere, per noi e per le nostre famiglie, almeno degli anni sereni. Ci tolga dal pericolo di non farcela e di cadere in una situazione di disperazione”.

1 commento

  • Non dovrebbe succedere a nessuno: soprattutto a lavoratori vicini alla pensione, che si debbano affidare alla solidarietà piuttosto che avere tutela certa dei propri diritti.

    inviato Giovedì 31 Luglio 2014 21:52 da Benedetto De Gaspari

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