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Lunedì 29 Luglio 2019 11:16

GRISOLIA. SARA' PRESENTATA IL 3 AGOSTO IN VIA SAN GIACOMO A GRISOLIA L'ASSOCIAZIONE INTITOLATA ALLA FIGURA DI " PIETRO BELLUSCI"

LA STORIA DI PIETRO BELLUSCI Nasce a Grisolia il 22 gennaio 1936 da Antonio Bellusci e Maria Antonia De Biase, famiglia umile, primogenito di tre figli, rimasto orfano di padre a soli 7 anni. Nel 1941 si ammalò di broncopolmonite a causa dei lavori umili che era costretto a fare per sostenere la madre e le sorelle. Con il respiro sempre più debole, pensava che la sua vita stesse per giungere al termine. Preoccupata per la malattia e, a causa di una distrazione, scambiò la medicina che doveva somministrare per via orale al figlio con della tintura di iodio, che normalmente spalmava sulle spalle. Cominciò a sentirsi sempre più male e, avvertendo un fuoco dentro, udiva cantare gli Angeli, vedendoli volare intorno a lui. Solo dopo del tempo Pietro inizia a comprendere perché la potente mano di Dio ha voluto salvare la sua vita. Alla fine del mese di aprile del 1970, all’età di 34 anni, un dolore atroce alla gamba sinistra lo portò alla paralisi. Fu subito chiamato il dott. Romagno, il quale dopo aver fatto un paio di iniezioni, che si rivelarono inutili, lo fece ricoverare in ospedale. Non ottenendo alcun risultato positivo e non trovando la scienza medica alcuna causa per il grave dolore, i medici lo congedarono, facendolo rientrare a casa, dove fu costretto a dormire su una coperta a terra. La sera del 6 giugno 1970 fu chiamato un altro medico per vedere se era possibile alleviare le sue sofferenze, la sua risposta fu categorica : “Pietro è paralizzato, non c’è nulla che possiamo fare”. Fu proprio quella sera che cominciò la sua ribellione contro i Santi, ma soprattutto contro Dio. Con questa ribellione si addormentò, ma più che un riposo corporale fu un riposo spirituale, che durò fino all’alba del 7 giugno. Verso le 4 di quella mattina, mentre il pensiero della malattia lo stava facendo impazzire, gli apparve, a circa un metro di altezza da terra, una Signora bellissima con il viso coperto da un velo nero che gli sorrideva dolcemente. Impaurito, incominciò a sudare freddo, pensando che fosse la morte, dopo averla a lungo invocata. L a Signora stendendo la mano gli fece cenno di alzarsi. Con grande sforzo si alzò e la Signora gli disse che era la SS. Vergine Maria, mandata da Gesù, Suo Figlio, per guarirlo. In segno di riconoscenza per la grazia ricevuta, decise di servire il Signore con fedeltà e, dopo qualche tempo, la SS. Vergine gli disse che l’opera grandiosa di Dio manifestatasi su di lui aveva uno scopo ben preciso: “aiutare con la preghiera tutte le persone sofferenti, disorientate e lontane, dare loro parole di conforto sollecitandole alla purificazione, alla conversione”. Lo Spirito di Dio avrebbe potenziato le sue mani, segni e prodigi avrebbero accompagnato la sua fede in Gesù, non sarebbe rimasto solo e gli sarebbe stato donato il dono di combattere gli spiriti maligni e conoscere la loro natura. Con la gioia nel cuore accettò di essere al servizio degli altri, ma soprattutto al servizio di Dio. Da quel momento non smise mai di pregare, giorno e notte, mettendo a disposizione , la sua casa e la sua famiglia , invitando la gente ad avvicinarsi a Dio e le varie testimonianze lo dimostrano .

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