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CRONACA

Mercoledì 03 Giugno 2020 14:39

PRAIA A MARE.ITALIA NOSTRA:"SI PROSPETTA UNA SITUAZIONE ESTREMAMENTE GRAVE E DIFFICILE!"

“ A che servono i sindaci  se in località a risorse economiche prevalentemente turistiche non hanno a cuore soprattutto la salvaguardia  del Capitale Principale  che è il mare? A che serve una bella piazzetta  o stradine rinnovate  quando il bene principale  è carente o addirittura nocivo alla salute?”

Abbiamo voluto premettere queste poche sagge parole  che provengono da gente comune,  ma stranamente di difficile comprensione per chi amministra  , prima di introdurre l’ormai annosa questione irrisolta delle acque di balneazione a Praia a Mare. Ed abbiamo anche  atteso  che la notizia , già divulgata dalla stampa, si depositasse, depurandosi  degli inevitabili  aspetti polemici che sempre hanno accompagnato tale argomento alquanto ostico da ascoltare per chi governa questo paese.

 Anche quest’ anno l’Arpacal ha pubblicato i suoi dati e la Regione Calabria ha certamente notificato al Comune di Praia a Mare il DECRETO DIRIGENZIALE  N°. 4636 del 23/04/2020 riguardante la CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE DELLA REGIONE CALABRIA ED ANCHE DI PRAIA A MARE.

In base a tale classificazione più di 1500 metri di mare non è balneabile, praticamente tutto il tratto che  fronteggia l’abitato di Praia a Mare.

Il comune  di Praia a Mare invece di preoccuparsi seriamente di questo grave problema, unico sul territorio, invece di pensare a come dovrà giustificarsi nei confronti dei suoi cittadini per le decine di cartelli di divieto di balneazione che è tenuto a istallare sulla spiaggia per informare coloro che riusciranno a venire a Praia a Mare,  non trova di meglio da fare  che  sfornare ordinanze, come l’ultima che complica enormemente e rende difficile ed ardua  la presenza dei turisti nel comune di Praia a Mare, turisti che in molti casi saranno costretti a   ricercare altre destinazioni, come ad esempio quelle dei comuni viciniori che si sono ben guardati, allo stato, di adottare un’ ordinanza simile , unica forse del genere in Calabria,  che invece di aiutare un tessuto economico già  in grave difficoltà ancora di più ne peggiora la situazione.

Da oggi  c’e libera circolazione,   senza condizioni, e potrebbe essere  giusto che le regioni, soprattutto quelle meridionali ,  rafforzino  i sistemi di controllo  e di prevenzione   seguendo le indicazioni della comunità scientifica, evitando però  che a dare le direttive siano singole amministrazioni locali  con provvedimenti isolati sul territorio che non rispecchiando  gli orientamenti generali regionali finiscano per  risultare inutili ed anacronistici  e  che in tal modo possono arrecare solo danni alla comunità locale. Pare , osservando il comportamento delle altre amministrazioni comunali  del territorio , che proprio questo stia avvenendo nel comune di Praia a Mare: una cosa è la prudenza, il giusto controllo delle presenza che già è stato regolamentato, altra cosa è la ricerca ossessiva, al limite  dell’autolesionismo nell’ imporre solo qui regole assurde e contraddittorie. I COMUNI VICINI RINGRAZIANO!

E tornando alla questione da cui siamo partiti, 1500 mt di spiaggia non balneabile, non possiamo non continuare a chiedere ai nostri amministratori cosa hanno più importante da fare  rispetto ad un problema che è assolutamente prioritario su tutti gli altri che prioritari non sono e per i quali si sono spesi , si spendono e si spenderanno  fior di milioni di euro: la mancata bonifica della Fiumarella è una evidente dimostrazione di incapacità e miopia in un paese  ripiegato in se stesso, avvezzo ormai  a sopportare di tutto.

Italia Nostra – Sezione Alto Tirreno Cosentino

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