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CRONACA

Venerdì 02 Gennaio 2015 12:45

CETRARO. Soppresso il posto Polizia.

Una tegola si abbatte sulla cittadina tirrenica, che perde cosi  un significativo presidio  di Stato, istituito nel 1990  a coronamento delle lotte democratiche contro la criminalità organizzata. Un presidio dello Stato richiesto a suo tempo con forza per frenare la controffensiva malavitosa che  negli anni ’80 aveva trasformato Cetraro in un vero e proprio Far West  con omicidi, gambizzazioni, rapine e  diffuse pratiche estorsive.  Le motivazioni di tale decisione, arrivate con una bozza di decreto a firma del capo della Polizia Alessandro Pansa, sono legate all’inagibilità dell’immobile privato, a rischio frana, in cui da tempo sono ospitati 17 poliziotti, che a breve saranno trasferiti a Paola. Il decreto risale al  4 dicembre scorso   e dovrebbe  essere operativo in questi giorni. Negli anni precedenti, in più occasioni, la Polizia di Stato aveva chiesto all’amministrazione comunale di Cetraro di trovare locali idonei adeguati alle esigenze di un presidio in grado di garantire un efficiente servizio in condizioni di assoluta sicurezza per i poliziotti. Sono stati visionati  vari locali proposti dalla giunta Aieta, che comunque sono stati considerati non idonei dalla Polizia.  Inevitabile dunque il decreto di soppressione che arrriva dopo che il capo della Polizia ha consultato i sindacati di categoria e tutti gli organi competenti dello Stato. Nel decreto si precisa anche che l’efficienza del servizio sarà garantita ancor meglio dal presidio di Paola con l’utilizzo delle nuove unità. Alla notizia della bozza di decreto di soppressione, l’amministrazione comunale si era già preoccupata di chiedere un incontro a Roma presso il Ministero competente,  nel tentativo di scongiurare la perdita di un presidio così importante, considerato un baluardo nella lotta contro la criminalità organizzata. L’impegno della giunta Aieta era quello di compiere ulteriori sforzi per  individuare altri locali da proporre all’attenzione della Polizia. A quanto pare, il tentativo non avrebbe sortito l’effetto auspicato, in considerazione del fatto che tutto lascia presagire    l’applicazione immediata del decreto. La notizia arriva come un macigno sulla giunta Aieta, che già nei mesi scorsi ha dovuto subire la perdita dell’ufficio del giudice di pace, anch’esso accorpato a Paola. Allarme nel mondo politico cetrarese che non sembra disposto a subire  passivamente questo ennesimo colpo, destinato certamente a produrre pesanti contraccolpi negativi sulla sicurezza dei cittadini in un territorio che rimane ad alta densità malavitosa.  La questione è già sul tavolo dei parlamentari  calabresi. Nei prossimi giorni sarà portata nella massima assise regionale con l’obiettivo di chiedere al nuovo governatore della Calabria, Mario Oliverio, di intervenire  con tutto il suo peso politico sul governo nazionale al fine di ottenere l’immediata revoca del decreto e l’inizio di un’azione sinergica con la Polizia di Stato per trovare insieme una soluzione che non sia fortemente  penalizzante per la città di Cetraro, impegnata da oltre un trentennio nella lotta contro la criminalità organizzata, che continua a rappresentare un’emergenza da non  sottovalutare.

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