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CRONACA

Giovedì 19 Febbraio 2015 18:51

“DISASTRO SANITARIO SUL TIRRENO: SI DIA LA POSSIBILITA’ AD OLIVERIO DI LAVORARE”. L’APPELLO DELL’ASSOCIAZIONE “TIRRENO IN RETE”.

“La situazione, per quel che concerne il comparto sanitario, è tragica ed il lassismo con il quale il ministro della salute sta affrontando le criticità di questo settore ci preoccupa, e non poco, sulle conseguenze che si potrebbero avere nella quotidianità, oltre quelle che già si stanno subendo a causa dell’inefficienza e dell’arroganza dimostrata da chi, sino ad oggi, ha gestito la sanità calabrese”.Ferma e decisa è la posizione dell’associazione “Tirreno in rete” in merito a quanto si sta registrando all’interno del sistema sanitario regionale, partendo dallo slittamento della nomina del nuovo commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro del debito.“Oggi abbiamo il dovere morale di far sentire la nostra voce e di urlare il grande ed ingiusto disagio che un intero territorio sta vivendo da anni” – è scritto in un comunicato del nuovo soggetto associativo, che prosegue: “Qui c’è un completo abbandono e tutto sembra ancora in balia di chi ha causato solo disastri. La scandalosa gestione della riorganizzazione della rete ospedaliera e del sistema sanitario locale pesa come un macigno sulla credibilità e sulle certezze di un comparto che dovrebbe garantire funzionalità ed attenzione costante agli ammalati ed ai pazienti. Ma così, purtroppo, non è e ci troviamo nella paralisi, in attesa di un cambio di rotta che potrebbe arrivare solo ed esclusivamente lasciando operare, nella propria autonomia, il governatore Mario Oliverio e tutta la sua squadra, votata e voluta dalla stragrande maggioranza dei calabresi. Dal responso democratico arrivato dalle urne auspichiamo possa arrivare la parola fine a questa carneficina, che nega, di fatto, il diritto alla salute. Evidenziato ciò – va a concludere la nota di “Tirreno in rete” – invitiamo tutte le associazioni presenti sul territorio ed i cittadini ad unirsi a noi ed a far sentire la propria voce, affinché questo scempio abbia, una volta per tutte, fine”. 

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