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CRONACA

Venerdì 27 Marzo 2015 10:11

BELVEDERE MARITTIMO. Assolto perché il fatto non sussiste. È la sentenza cui è giunta la corte, presieduta dalla dott.ssa Elia, del tribunale di Paola riguardante un professionista di Belvedere Marittimo, accusato di violenza sessuale.

Il provvedimento di assoluzione è arrivato dopo circa un’ora di camera di consiglio. Lo stesso pubblico ministero, rappresentato dal dott. Verderese nella sua requisitoria aveva chiesto l’assoluzione del professionista. I fatti. Le indagini sul quarantenne di Belvedere Marittimo erano state avviate d’ufficio dopo un’aggressione subita dallo stesso circa tre anni fa. I carabinieri della stazione di Belvedere Marittimo, avevano raccolto una serie di informazioni, trasmesse poi al pm di turno dell’epoca, la dott.ssa Gambassi. La ragazza in questione si era presentata al Cic della scuola che frequentava sostenendo che il professionista l’avrebbe baciata durante una festa, circostanza negata dal quarantenne che ha sempre sostenuto la sua innocenza. A sostegno della sua tesi il professionista aveva portato a testimoniare alcune persone che affermavano la sua estraneità ai fatti contestati. Dapprima il professionista è stato ascoltato dal sostituto procuratore Carotenuto, dopo il rinvio a giudizio e il processo, conclusosi mercoledì scorso. In fase investigativa l’avvocato Francesca Occhiuzzi aveva raccolto una serie di deposizioni spontanee a favore dell’imputato, risultate poi determinanti durante il processo. Già dalle prime fasi dibattimentali alcune dichiarazioni della ragazza erano sembrate discordanti con una serie di fatti confermati da alcuni testimoni. La ragazza, ora ventenne aveva chiamato a testimoniare una sua ex compagna di classe, le cui dichiarazioni sono poi risultate contraddittorie in molti punti. Insomma un iter processuale che ha messo a dura prova il professionista che si è ritrovato suo malgrado a dover affrontare un processo senza una querela di parte. Il legale del professionista, Alessandro Gaeta, insieme all’altro legale dell’imputato, l’avvocato Francesca Occhiuzzi, nella discussione finale ha rimarcato le discontinuità tra date, ore e luoghi, sostenute dalla ragazza, e sottolineando gli aspetti del carattere che avevano portato la ragazza ad accusare il quarantenne, hanno chiesto l’assoluzione per il loro assistito. Richiesta accolta poi dal Tribunale.

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