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CRONACA

Venerdì 08 Maggio 2015 15:10

DIAMANTE. DONNA ASSOLTA DAL REATO DI SPACCIO DI COCAINA

Nel mattinata di ieri, il Tribunale Penale Monocratico di Paola, nella persona del Dr. Grunieri, ha assolto con formula piena  una signora di Diamante dal reato di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina. La donna, difesa dall’avv. Francesco Liserre,  era imputata di concorso, con il marito convivente, di detenzione di cocaina per uso non esclusivamente personale. In particolare, il 18 giugno 2008, a seguito di perquisizione effettuata dai Carabinieri di Diamante, unitamente ai colleghi di Scalea, presso l’abitazione dei coniugi diamantesi,  venivano sequestrati sostanza del tipo cocaina, un bilancino di precisione, confezioni di cellophane e banconote di vario taglio. Conseguentemente,  l’uomo veniva tradotto presso la Casa circondariale di Paola e la moglie agli arresti domiciliari. L’attività investigativa effettuata anche attraverso appostamenti finalizzati a monitorare l’abitazione degli indagati, nonché i continui movimenti di acquirenti nella zona, portò alla luce un inquietante spaccato nell’ambiente dello smercio di cocaina locale. Successivamente, a seguito della scarcerazione degli indagati, ottenuta dall’avv. Liserre, le strade processuali dei due coniugi indagati si divisero in quanto, la donna, preferì il vaglio dibattimentale per dimostrare, così come avvenuto, la sua totale estraneità ai fatti in contestazione. Ieri, a seguito di un processo durato circa sei anni, dopo numerose testimonianze, tra cui quella dei militari operanti, l’avv. Francesco Liserre,  a seguito della sua discussione, ha dimostrato come, il convivente del soggetto autore di attività di spaccio di stupefacenti, risponda, a titolo di concorso, qualora sia dimostrato, al di la di ogni ragionevole dubbio, che la sua condotta abbia agevolato e rafforzato l’agire criminoso altrui, con un ineludibile contributo, morale o materiale, in difetto del quale, si configura la connivenza non punibile che è tale anche allorquando, il soggetto in questione, mantenga un comportamento meramente passivo, eziologicamente irrilevante per la realizzazione della condotta detentiva altrui. Ieri, la sentenza di assoluzione ha, finalmente, affermato l’innocenza della donna diamantese.

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