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CRONACA

Mercoledì 17 Agosto 2016 15:41

OPERAZIONE FRONTIERA. SEQUESTRI FINALIZZATI ALLA CONFISCA: PRIMO ANNULLAMENTO DAL TRIBUNALE DEL RIESAME PER MANDALITI ANTONIO.

Il Tribunale del Riesame reale di Catanzaro, Presidente Valea, accogliendo in pieno le tesi sostenute dall’avv. Francesco Liserre, ha disposto l’annullamento del sequestro preventivo finalizzato alla confisca operato, nell’ambito della nota operazione “Frontiera”, a carico di Mandaliti Antonio sui beni immobili e mobili, rispettivamente intestati alla figlia, Mandaliti Ermelinda e al coniuge di quest’ultima, Surace Gianpiero, soggetti terzi interessati al procedimento in questione. Il riesame, veniva interposto, dall’avv. Liserre per conto dei propri assistiti, al decreto di sequestro preventivo emesso, in data 27 luglio u.s., dal G.I.P. Distrettuale  presso il Tribunale di Catanzaro, con il quale veniva convalidato il sequestro preventivo d’urgenza finalizzato alla confisca da parte della Procura Distrettuale di Catanzaro e disposto il sequestro preventivo di vari beni, immobili e mobili, tra cui un appartamento e un noto esercizio commerciale di proprietà del sig. Surace Gianpiero, oltre ad autovettura e conti correnti intestati alla moglie; il tutto, per come più compiutamente specificato nel relativo verbale di sequestro notificato, agli interessati, lo scorso 20 luglio. Nella richiesta di riesame, con motivi contestuali supportati da approfondite indagini difensive, nonchè da un’articolata consulenza contabile, l’avv. Francesco Liserre tendeva a dimostrare l’assoluta estraneità dei propri assistiti rispetto ad una congetturale ipotesi accusatoria in forza della quale, secondo l’assunto della Procura Distrettuale, si sarebbe creata un’interposizione fittizia di beni, in realtà riconducibile all’asserita attività delittuosa del familiare indagato, poiché non vi sarebbe stata adeguata proporzione tra la capacità reddituale degli istanti e gli investimenti dei beni sottoposti a sequestro. L’avv. Liserre, a fronte dell’iniziale presunzione accusatoria di carattere semplice, forniva una circostanziata prova contraria in virtù della quale poteva, agevolmente, dimostrare che i beni sottoposti a vincolo reale siano stati acquistati in forza  di disponibilità reddituali, lecite e proprie, da parte del sig. SURACE Gianpiero e, soprattutto, del di lui defunto padre, SURACE Giuseppe, circa quindici anni fa. Contestualmente alla presentazione della richiesta di riesame, l’avv. Liserre, con la documentazione posta a corredo della propria memoria difensiva, presentava autonoma istanza di dissequestro, direttamente alla Procura Distrettuale di Catanzaro che, con parere negativo, a sua volta, rimetteva la decisione al GIP Distrettuale. Questi, ritenendo, sul piano indiziario, l’inidoneità della documentazione difensiva a vincere la presunzione posta dal particolare sequestro finalizzato alla confisca, rigettava l’istanza di dissequestro. Di tutt’altra opinione, invece, il Tribunale del Riesame di Catanzaro che, accogliendo integralmente le argomentazioni sostenute dall’avv. Francesco Liserre, annullava il sequestro preventivo disposto dal GIP, con conseguente restituzione dei beni agli aventi diritto.

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