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CRONACA

Giovedì 03 Luglio 2014 20:14

PRAIA A MARE. PROCESSO MARLANE: IN AULA IL CONSULENTE DEL PM E I CONSULENTI DELLA PARTE CIVILE COMUNE DI TORTORA.

Domani (Venerdì 04 Luglio) dinanzi il Tribunale di Paola saranno sentiti il consulente del pubblico ministero prof. Giacomino Brancati nonché i consulenti della parte civile comune di tortora difesa dall’avvocato Lucio Conte professori Giovanni Sindona,  Direttore del Dipartimento di Chimica dell’Unical di Cosenza,  il prof. Pietrantonio Ricci, Direttore del Dipartimento di Medicina Legale dell’Università di Catanzaro,  l’ingegnere chimico Raffaele Magnanimi di Cosenza e il prof. Paolo Crosignani  dell’Istituto Tumori di Milano, saranno sentiti anche i consulenti della Marzotto spa.  Nelle  due udienze scorse i periti nominati dal Tribunale  proff. Comba-Betta Triassi –Paludi hanno depositato la perizia e ribadito che potevano tenere presente ai fini del nesso di causalità tra l’attività lavorativa  e le patologie tumorali dei lavoratori soltanto  i casi di tumore al polmone. Quanto ritenuto in perizia e ribadito dai periti  ha però  suscitato energica contestazione da parte dell’avvocato Lucio Conte, parte civile per il Comune di Tortora,  circa la incompletezza della perizia in relazione alla mancata risposta ai quesiti posti dal Tribunale e sia perchè nello studio epidemiologico rappresentato dai periti mancavano numerosi soggetti ex lavoratori deceduti ed ancora  come contestatogli dall’avvocato Lucio Conte nel suo controesame  i periti hanno ritenuto che i casi in eccesso attesi erano in numero di  soli tre soggetti con tale patologia e,  cosa che negli studi epidemiologici non è assolutamente possibile, indicavano anche i tre nominativi. Guarda caso faceva rilevare l’avvocato Lucio Conte ai periti si trattava di tre soggetti  deceduti più di 15 anni or sono quindi  già caduti in prescrizione , mentre ve ne erano altri che avevano lavorato per gli stessi anni e negli stessi reparti ugualmente deceduti per tumore al polmone ma che guarda caso erano deceduti poche anni or sono e quindi potevano, nel caso, non rientrare nella prescrizione degli eventuali omicidi colposi contestati agli imputati.  Ancora veniva contestato ai periti di non aver esaminato tutti gli atti processuali ed in particolare i campionamenti di sostanze ritrovate nell’area antistante lo stabilimento nell’ottobre 2006 cosa che avrebbe comportato una diversa valutazione in ordine al reato di disastro ambientale.

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