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CRONACA

Giovedì 08 Maggio 2014 09:02

Cetraro: Scarcerato Alessio Ricco. La decisione del Tribunale dei riesame di Catanzaro

Il Tribunale del riesame di Catanzaro, ha disposto la scarcerazione del giovane cetrarese Alessio Ricco, 29 anni, detenuto in custodia cautelare presso la casa circondariale del capoluogo calabrese. Il giovane, gravemente ammalato di artrite reumatoide, si trova agli arresti domiciliare nella sua abitazione. Potrà uscire, con il consenso dell’autorità giudiziaria, per effettuare tutte le cure necessarie di cui ha bisogno. Nei mesi scorsi, la sua situazione, era giunta all’attenzione del ministro di grazia e giustizia, Annamaria Cancellieri, grazie all’intervento di Emilio Quintieri, esponente del Partito Radicale. Successivamente, Quintieri, insieme a Sabatino Savaglio ed Enza Bruno Bossio, parlamentare del Pd e membro della commissione antimafia, si erano recati in visita ispettiva presso l’istituto penitenziario di Catanzaro per far visita al giovane ammalato, protestando per le cattive condizioni in cui versava il ragazzo. Inoltre, di recente, il deputato, sensibile ai problemi del “pianeta carcere”, aveva effettuato con i radicali un’ulteriore ispezione per accertare le condizioni di detenzione. Secondo gli esponenti politici, la problematica di Ricco non era compatibile con il regime carcerario per cui ne sollecitavano la scarcerazione o, diversamente, il ricovero in una struttura sanitaria idonea. Le conclusioni medico legali dei medici Saverio Natì e Giovanni Pepe, sono state chiare. “Il caso in esame, concreta una malattia in fase attiva, come dimostrano i segni e i sintomi tutt’ora presenti e altamente invalidanti”. Sul caso di Alessio Ricco, l’onorevole Daniele Farina, capogruppo di Sinistra ecologia e libertà in commissione giustizia alla Camera dei deputati, aveva interrogato i ministri della Giustizia e della Salute, Andrea Orlando e Beatrice Lorenzin, per sapere “quali informazioni disponesse l’esecutivo nazionale in merito, quale sia stata l’assistenza sanitaria prestata al detenuto e se la stessa sia stata adeguata. In più, per quali motivi lo stesso non fosse stato trasferito in un centro clinico dell’amministrazione penitenziaria, nonostante le sollecitazioni effettuate in tal senso e quali iniziative i ministri interrogati intendevano adottare per garantire il fondamentale diritto alla salute del detenuto, assicurandogli un trattamento che non fosse contrario al senso di umanità, come previsto dalla Costituzione repubblicana e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

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