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CRONACA

Domenica 02 Aprile 2017 04:04

Verbicaro. Si ripete in città il macabro rituale: un cucciolo ucciso con un macete

Tiziana Ruffo. Continua  la mattanza dei cani a Verbicaro. Italia Nostra, sezione dell’alto Tirreno cosentino,  è costretta ancora una volta a stigmatizzare  questo antipatico vezzo di compiere “atti orrendi e criminali che inquietano tutti”.   Dopo la strage di San Valentino in cui   sono stati uccisi otto cani, tra cui la madre dei cuccioli, la scorsa notte  un altro drammatico ritrovamento: un cucciolo di pochi mesi è stato barbaramente colpito alla schiena con un macete o un  arnese simile. Il sindaco del Comune di Verbicaro, Francesco Silvestri,  anche a seguito della  sollecitazione  di Italia Nostra,  ha chiesto al Prefetto di Cosenza di fissare un incontro, “eventualmente con il Comitato provinciale di Pubblica sicurezza,  per discutere sui crimini che si stanno verificando nel comune di Verbicaro nei confronti degli animali che stazionano  nel centro abitato e nelle contrade”. Un macabro rituale che si ripete. I fatti, come sottolinea il sindaco Silvestri, “non sono circoscritti alla singola giornata scorsa ma ad un periodo di almeno un decennio”. Solo lo scorso anno  sono rimasti vittime della crudele volontà di esseri indefinibili, oltre trenta cani, sterminati con l'utilizzo di veleni di estrema pericolosità. Ultimamente, in particolare, con frequenza, sono stati uccisi anche gatti, volpi, uccelli avvelenati o trucidati  con un’ascia o  freddati con colpi di arma da fuoco.

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