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CRONACA

Venerdì 28 Aprile 2017 04:21

Diamante. L’associazione “Qua la zampa” punta il dito sulle inadempienze dell’Asp di Csenza a proposito del randagismo

Tiziana Ruffo. “Dilaga  un randagismo spaventoso, segno di grande inciviltà e cattiveria gratuita”. Cosi si esprime  Angelo vanni presidente dell’associazione “Qua la zampa” di Diamante,  costretto a denunciare l’ennesimo caso di abbandono di cuccioli nel Parco Corvino.  “Mentre camminavo per il Parco  – racconta Vanni- ho notato 5 cuccioli infreddoliti, che vedendomi  si sono avvicinati forse spinti dall’istinto di sopravvivenza quasi a voler dire salvaci”. Scoperte di questo tipo Vanni ne fa tante sul territorio,  a conferma che nel territorio persistono forme di inciviltà e di scarsa coscienza animalista , “Un dolore per me – aggiunge Vanni-  ogni volta imbattermi in degli esseri sofferenti e non poter aiutare tutti perché è impossibile”. Vanni coglie l’occasione per riproporre all’attenzione delle autorità competenti  la questione irrisolta  del randagismo, che continua a rappresentare per molti centi dell’alto Tirreno c0osrntino  un’emergenza di cui nessuno intende occuparsi. “ Attualmente – incalza Vanni-  non sappiamo quanti canili sanitari ci sono in provincia di Cosenza. Ho scritto sia al responsabile dell’Asp di Cosenza e sia al responsabile regionale con posta certificata senza ottenere risposta, ma chiaramente non sono novità poiché l’Asp, per il settore randagismo, -incalza Vanni-  non risponde mai a nessuno”. L’ennesima denuncia del presidente dell’associazione “Qua la zampa” di Diamante    ripropone l’urgente necessità di risolvere la questione dei canili, che continua  a rappresentare motivo di preoccupazione dovuta  al dilagante fenomeno del randagismo che si acuisce a ridosso della stagione estiva. Sono tanti infatti i  vacanzieri e i turisti che sena scrupoli si liberano di queste povere bestiole, che diventano ingombranti, essendo stati accolti soltanto per effimeri vezzi ludici. Certo è che tanti cuccioli abbandonati nelle strade, nei parchi e spesso anche sulle autostrade vengono travolti dalle vetture  con rischio anche per gli automobilisti oppure riescono  a sopravvivere  accrescendo il numero di branchi affamati che circolano pericolosamente nelle strade cittadine. Un fenomeno  spesso sottovalutato  e ignorato che Vanni ripropone all’attenzione di quanti possono i  intervenire per rimuovere le cause che stanno alla base di questo antipatico atteggiamento  incivile.  

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