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CRONACA

Venerdì 26 Maggio 2017 03:16

Praia a Mare. Italia Nostra ripropone l'emergenza mare inquinato

Tiziana Ruffo. Divieto di balneazione per 415 metri di mare a Praia a Mare . “La criticità delle acque del Canale Sottomarlane-  sostiene Italia Nostra, sezione dell’alto Tirreno cosentino- è nota da anni ma nulla è stato fatto ed ora si è giunti alla drastica misura del divieto di balneazione”. L’ associazione  ha già chiesto alla Regione Calabria ed all’Arpacal un immediato monitoraggio del canale lungo il suo corso al fine di localizzare le criticità ed avviare con gli organi competenti e tra questi il comune di Praia a Mare un’azione di bonifica mirata.  “ Per un  paese turistico – tuonano gli ambientalisti- avere le acque di balneazione interdette è la cosa peggiore che possa capitare”. Il  corso d’acqua in questione,  noto come canale Sottomarlane, nasce nella zona Pantano e attraverso via dei Mercanti, il sottopasso ferroviario e l’area Marlane, confluisce nel mare . Le sue acque quasi certamente inquinate da scarichi a monte hanno reso non balneabile per l’intera stagione estiva  2017 un tratto di mare che partendo dal canale si estende verso sud oltre il Bocciodromo- da riconvertire in un impianto per la talassoterapia che dovrebbe utilizzare le acque del mare sottostante.“Se non vengono effettuati interventi di risanamento, - ribadisce Italia Nostra- il divieto potrebbe ripresentarsi anche nel 2018”. In questo tratto- incalzano gli ambientalisti -   sono  presenti alcuni lidi che farebbero bene a pretendere un mare balneabile. Una questione esplosiva che si ripropone puntualmente nell’alto Tirreno cosentino,  zona turistica di particolare pregio, che punta sulla risorsa mare come attrazione prioritaria. Purtroppo, come evidenziano le costanti critiche degli ambientalisti, le amministrazioni comunali, nonostante i proclami  e le buone intenzioni, arrivano sempre impreparate all’appuntamento  estivo con conseguenze devastanti per le prospettive del turismo balneare. Si  ripropongono le classiche questioni delle disfunzioni dei depuratori, degli scarichi abusivi di liquami, della inciviltà diffusa, che compromette la bellezza e l’attrattività  dei luoghi. Tutto lascia dunque pensare che la prossima stagione estiva a Praia a Mare, porta d’ingresso della Calabria sarà ancora caratterizzata dalle vibrate proteste di turisti e vacanzieri, costretti  a fare brutti incontri con quella lunga striscia giallastra ed organica, che puntualmente mette in fuga i bagnanti. Uno spettacolo poco  lusinghiero per il turismo di una delle zone più belle della Calabria.  

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