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CRONACA

Martedì 27 Giugno 2017 04:47

La Flai Cgil chiede ad Oliverio di rimuovere il commissario straordinario del Consorzio di Bonifica. La Filbi Uil prende le distanze dalla sigla sindacale e difende la gestione commissariale

Tiziana Ruffo. “Rimuovere immediatamente e senza indugio  il  Commissario Straordinario dal Consorzio di Scalea,  Domenico Macrì, per ripristinare legalità e trasparenza”. La Flai – Cgil fa questa specifica richiesta al presidente della regione Calabria, Mario Oliverio  e proclama per il 29 giugno prossimo una giornata di sciopero  di maestranze, operai e impiegati al fine di  risolvere con urgenza “le annose problematiche dell’Ente Consortile che il Commissario ha notevolmente aggravato e posto in una condizione di assoluta ed inaccettabile paralisi”. Parte dunque  dal Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini del Tirreno Cosentino  ex Valle Lao di Scalea la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, impiegati ed operai dipendenti dell’Ente Consortile, ma anche la protesta degli agricoltori e dei cittadini che non riescono ancora a fruire dei servizi minimi. “La condizione di paralisi assoluta del Consorzio ha dichiarato il segretario generale di  Flai – Cgil,  Silvano Lanciano - si è avuta con la nomina, da parte della Regione Calabria di un Commissario straordinario, che si è solo preoccupato di licenziare e senza indugio il Direttore Generale, Pasquale Ruggiero e si propone adesso di licenziare  di fatto metà del personale. Ma non per la piena funzionalità dell’Ente ma semplicemente per far quadrare il bilancio e senza garantire poi i servizi d’istituto ai contadini e le giuste retribuzioni ai dipendenti”.  Secondo l’associazione sindacale, Macrì non solo non avrebbe voluto erogare salari e stipendi ad impiegati dell’irrigazione ma non avrebbe  inteso corrispondere agli operai forestali il lavoro straordinario dell’anno passato, pur avendo le risorse. Le maestranze addette ai servizi d’irrigazione continuano, intanto,  a garantire i servizi a proprie spese e a detta di Flai – Cgil,   il commissario  si sarebbe rifiutato di corrispondere ai lavoratori come di diritto. “Il Dr. Macrì – incalza Lanciano- vuole letteralmente far morire di fame i lavoratori e le loro famiglie, con perfido accanimento, ha inoltre colpevolmente lasciato a casa 5 lavoratori stagionali a tempo determinato che si era impegnato ad assumere all’inizio della stagione irrigua come per legge. Di cui due dei cinque operai hanno, peraltro, avuto riconosciuto dal Giudice del Lavoro il diritto alla reintegra nel posto di lavoro a tempo indeterminato”. La battaglia del sindacato è finalizzata a  garantire i servizi agli agricoltori ed ai cittadini, ma anche reddito e continuità occupazionale ai lavoratori della bonifica, operai ed impiegati e pretendere dalla Regione Calabria interventi strutturali “al fine di mettere in equilibrio il comparto della bonifica in tutta la Calabria per tutelare e promuovere la sana economia del settore primario”.  Intanto la Segreteria provinciale Filbi-Uil prende le distanze dalla  Flai – Cgil ed  esprime un giudizio positivo sulla gestione commissariale dell’Ente  consortile, e rende noto che non aderirà allo sciopero  proclamato  per  giovedì 29 giugno. “La sigla sindacale che vuole fare guerra a prescindere - ha dichiarato Antonio Bloise,   in rappresentanza dei lavoratori del Consorzio, aderenti alla sigla sindacale Filbi-Uil - deve e dovrà rendersi conto che situazioni del genere vanno discusse, perché enormemente delicate e che quindi devono essere preventivamente concertate”.

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