RADIO ONE BANNER SOPRA
ascolta le ultime previsioni meteo

CRONACA

Martedì 11 Luglio 2017 04:16

Praia a Mare. Ancora a rischio le grotte dell'Isola di Dino

Tiziana Ruffo.  A rischio l’habitat della Posidonia oceanica nell’isola di Dino. Non bastano le norme  già predisposte. L’inciviltà continua  a saccheggiare le bellezze  naturali del luogo. A riproporre  la questione è Italia Nostra, sezione dell’alto Tirreno cosentino, che ha avviato da tempo una campagna di sensibilizzazione per la tutela delle grotte e dei fondali dell’isola. “Malgrado le norme di salvaguardia approvate dalla regione Calabria - commentano amaramente  gli ambientalisti- unità navali di vario genere continuano ad entrare nelle grotte, compromettendo con i loro scarichi inquinanti l’habitat protetto  e continuano a gettare l’ancora in modo indiscriminato sui fondali dell’area Sic, danneggiando e compromettendo la Posidonia oceanica”. Tutto questo accade malgrado le ordinanze della  Guardia costiera di Maratea e del comune di Praia a Mare vietino la navigazione in un’area ben limitata. L’associazione ambientalista chiede dunque, ancora una volta, “una regolamentazione per la tutela degli habitat e per garantire sicurezza e lavoro duraturo e tranquillo agli operatori: le grotte ed i fondali sono una risorsa per tutti che va protetta”.  La Grotta Azzurra, ma anche la grotta del Leone, sono diventate oggi, come ha  evidenziato più volte  Italia Nostra, delle “camere a gas” saturate dagli scarichi di centinaia di imbarcazioni di vario tipo e dimensione che nel periodo estivo ogni giorno entrano a motori accesi nelle cavità causando un’esposizione continua degli habitat alle esalazioni venefiche con conseguente compromissione dell’ecosistema. Inoltre la presenza di idrocarburi allo stato liquido dovuti agli scarichi delle imbarcazioni e dei prodotti gassosi della combustione dei motori causano fenomeni di inquinamento sui sistemi acquatici, con conseguenti effetti tossici dovuti alla presenza di sostanze che entrano a far parte della catena alimentare e che quindi sono soggetti a bio accumulo da parte degli organismi viventi nelle grotte e nei fondali. “E’ inevitabile- sottolinea ancora l’associazione-  che le attività turistiche incontrollate porteranno verso forme di degrado delle biocenesi presenti con perdita di significatività del sito globale”.  Tutelare l’ambiente, ha ribadito più volte Italia Nostra, “è come  investire nel nostro presente e nel nostro futuro”.

Lascia un commento

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie visita la pagina Note legali - Privacy -Cookie