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CRONACA

Mercoledì 12 Luglio 2017 14:20

Cetraro. La Cgil denuncia la carenza di infermieri all'ospedale civile

Tiziana Ruffo. Si ripropone l’emergenza sanità nel Tirreno  cosentino.  La mancanza del personale infermieristico nell’ospedale di Cetraro costituisce motivo di preoccupazione per il sindacato comprensoriale  FP CGIL, che interviene con forza per indurre le autorità competenti  a rimuovere le cause che determinano l’attuale disagio in cui si ritrovano operatori sanitari  e pazienti. È allarmante il contesto in cui è chiamato a lavorare quotidianamente il Personale Infermieristico che opera nell’Unità Operativa Complessa di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva, dell’Ospedale di Cetraro. A seguito del trasferimento di alcuni Infermieri, l’Unità di rianimazione cetrarese si trova così a dover affrontare stabilmente la quotidianità, con sedici  Infermieri invece di 18, così come previsto dalla normativa e dal contratto di lavoro. E così, le sei Unità necessarie a garantire ognuno dei tre turni quotidiani di lavoro, sono costretti a sobbarcarsi un carico di lavoro enorme, fatto di straordinario, di ferie non concesse, di mancato godimento di permessi e licenze, ma soprattutto di stress. La situazione è diventata, dunque,  insostenibile. La FP CGIL Comprensoriale, pertanto,  ha diffidato il Direttore generale e il Direttore sanitario dell’Asp  di Cosenza,  nonché il Direttore sanitario dello Spoke Cetraro- Paola, a “voler provvedere con la massima urgenza a ripristinare la legalità, integrando il numero delle Unità Infermieristiche mancanti all’UOC Rianimazione di Cetraro”. Il segretario generale FP CGIL comprensoriale, Vincenzo Casciaro, ricorda in particolare  che “il lavoro straordinario non può rivestire carattere di ordinarietà e continuità, ma può essere effettuato solo in condizioni particolari ed eccezionali”. Al contrario, il continuo ricorso a lavoro straordinario, rappresenta, secondo il sindacato,  un doppio danno per ogni lavoratore del comparto sanità, in considerazione del fatto che “oltre ad obbligarli a prestazioni aggiuntive che, in quanto tali, risultano particolarmente stressanti, finisce per prosciugare il Fondo incentivante che è nelle disponibilità della Contrattazione integrativa”. Il risultato è che, conclude Casciaro ,  “da anni non si riesce ad attribuire ai lavoratori una progressione economica, con assegnazione di una fascia economica superiore, né si riescono ad assegnare risorse utili ad incentivare produttività ed efficienza”.

 

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