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CRONACA

Giovedì 13 Luglio 2017 04:19

Scalea. La Flai-Cgil proclama lo sciopero dei lavori dal Consorzio ex Valle Lao

 Tiziana Ruffo. Sul piede di guerra  la Flai - Cgil che ha indetto una massiccia protesta dei lavoratori  del Consorzio  di bonifica integrale del Tirreno cosentino, ex Valle Lao di Scalea. Un  lavoro   dignitoso, sette mesi di stipendi arretrati, una gestione commissariale inadeguata,  un vero e proprio stato di abbandono, che richiede  un intervento urgente  da parte della regione Calabria, spesso distratta , lenta e comunque in netto ritardo rispetto alla capacità di risolvere i problemi di funzionalità di un ente come il Consorzio di  bonifica, che riveste un ruolo importante del Tirreno cosentino. “Siamo qui-  ha dichiarato il segretario generale di  Flai – Cgil di Castrovillari,  Silvano Lanciano -  per una mobilitazione dei lavoratori   del Consorzio che  rivendicano il  lavoro dignitoso svolto e la corresponsione di salari e di stipendi che non vengono erogati da ben sette mesi . Intendiamo continuare con questo stato di agitazione  e con il  blocco di tutte le attività fino a quando la regione Calabria non nominerà un nuovo commissario per questo ente consortile”.  Lanciano invita il presidente  Mario Oliverio  a nominare con    urgenza un nuovo commissario “che sia una persona seria, onesta e di buon senso che si preoccupi prioritariamente di erogare le retribuzioni ai lavoratori”.  La Flai – Cgil fa questa specifica richiesta al fine di  ripristinare legalità e trasparenza e  risolvere con urgenza “le annose problematiche dell’Ente Consortile che il Commissario ha notevolmente aggravato e posto in una condizione di assoluta ed inaccettabile paralisi”. La battaglia del sindacato è finalizzata a  garantire i servizi agli agricoltori ed ai cittadini, ma anche reddito e continuità occupazionale ai lavoratori della bonifica, operai ed impiegati e pretendere dalla Regione Calabria interventi strutturali “al fine di mettere in equilibrio il comparto della bonifica in tutta la Calabria per tutelare e promuovere la sana economia del settore primario”.  “La condizione di paralisi assoluta del Consorzio, in particolare,  ha ribadito ancora una volta  Silvano Lanciano - si è avuta con la nomina, da parte della Regione Calabria di un Commissario straordinario, che si è solo preoccupato di licenziare e senza indugio il Direttore Generale  e si propone adesso di licenziare  di fatto metà del personale. Ma non per la piena funzionalità dell’Ente ma semplicemente per far quadrare il bilancio e senza garantire poi i servizi d’istituto ai contadini e le giuste retribuzioni ai dipendenti”. 

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