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CRONACA

Venerdì 14 Luglio 2017 04:01

Scalea. Un vespaio di polemiche sullo stato di agitazione del Consorzio

Tiziana Ruffo. I dipendenti del Consorzio  di bonifica integrale del Tirreno cosentino, ex Valle Lao di Scalea  intervengono sullo  stato di agitazione che ha paralizzato l’ente consortile con il blocco delle attività sfociato mercoledì scorso in una protesta collettiva. I lavoratori, impiegati, operai del  Consorzio,  aventi diritto al reintegro, sottolineano ai sindaci dell’alto Tirreno cosentino ed ai politici  regionali  che “se plauso deve essere pubblicamente espresso nei confronti del consorzio e delle attività che da questo vengono svolte, questo non può che essere indirizzato ai lavoratori tutti. Sono questi, infatti, che dimostrando grande senso di responsabilità e spirito di abnegazione nonostante il mancato pagamento di ben otto mesi di stipendio, si adoperano quotidianamente per garantire i servizi  agli agricoltori ed agli utenti consorziati tutti”. E’ un diritto di chi lavora, in una democrazia, essere retribuito. “Le retribuzioni mensili del lavoro dei dipendenti consortili – affermano i dipendenti- debbono essere contestuali a quelle degli impiegati forestali, ai rimborsi mensili che percepisce il commissario. Gli interlocutori del commissario debbono essere i dipendenti consortili che avanzano otto mensilità, “non certamente gli impiegati forestali che non avanzano alcuna mensilità ed hanno un contratto completamente diverso da quello dei lavoratori consortili”. In caso contrario, secondo i dipendenti del Consorzio “si mistifica e si confonde la realtà”. I lavoratori del Consorzio  di bonifica integrale del Tirreno cosentino ritengono, infine, che in questo contesto di conclamata crisi economica, la soluzione “ non è certamente quella di deliberare la nomina di un Direttore generale esterno, né  quella di nominare tre consulenti legali esterni , che determinano  un evidente aggravio di spesa ed ulteriore esasperazione in chi vede già incerto il suo diritto alla retribuzione”.

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