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CRONACA

Giovedì 20 Luglio 2017 03:48

Scalea. Tregua "armata" al Consorzio di bonifica

Tiziana Ruffo.  Solo per estremo senso  responsabilità e spirito solidale i  lavoratori del  Consorzio di Bonifica,   in accordo ed in alleanza con gli agricoltori del territorio consortile,  hanno deciso di sospendere lo sciopero e di riprendere  l’attività lavorativa. Si tratterebbe però una tregua  provvisoria che potrebbe sfociare in una più forte ed eclatante azione di protesta. La battaglia per mantenere l’occupazione e per l’immediata erogazione delle retribuzioni è condotta dalla sola Flai-Cgil, Federazione Territoriale di Castrovillari, a cui aderisce  il maggior numero di  lavoratori aderiscono  con la partecipazione agli scioperi, che si succedono ormai da mesi. “Questo Sindacato  e con la totalità delle maestranze, impiegati ed operai, – ha dichiarato il segretario generale di  Flai – Cgil, Silvano Lanciano-  qualora nel giro di qualche giorno la situazione non sarà risolta dalla Regione Calabria rendendo immediatamente esigibili gli impegni assunti dal Governo Regionale, ovvero l’allontanamento del Commissario  Domenico Macrì e la nomina di un nuovo Commissario alla guida dell’Ente Consortile che dovrà, come primo atto e prioritariamente, provvedere all’erogazione di salari e stipendi, sarà costretto a scendere di nuovo in campo con azioni forti, anche simboliche e con  l’astensione dal lavoro ad oltranza e fino alla risoluzione della vertenza salariale ed occupazionale”. E’ ormai ad una svolta, dunque,  la lotta della totalità delle maestranze dipendenti del Consorzio di Bonifica di Scalea che,  con una serie di scioperi negli ultimi tre mesi,  pretendono  dal Presidente della Regione Calabria  Mario Oliverio, dal consigliere delegato all’agricoltura  Mauro D’Acri e dal  direttore Generale del Dipartimento  Carmelo Salvino, l’impegno a non prorogare il mandato al Commissario Straordinario  Macrì che, secondo il sindacato, “ha messo letteralmente alla fame gli impiegati e gli operai acquaioli, addetti ai servizi d’irrigazione e distribuzione dell’acqua potabile che accreditano ormai ben otto mesi di salari e stipendi”. La grave situazione che si registra al Consorzio di Bonifica di Scalea risulta ancor più insostenibile in considerazione del fatto che “il Commissario Macrì, non solo non garantisce i servizi d’irrigazione agli agricoltori, ma non è stato neanche in grado di assicurare la regolare erogazione dell’acqua potabile”. “I molti  attestati di stima e solidarietà si sprecano – incalza Lanciano- verso un commissario che  ha  messo praticamente alla fame ben 54 famiglie di operai ed impiegati, mortificando anche la dignità professionale di ognuno”. Il Sindacato, insomma,  stigmatizza e censura,   “le inaccettabili modalità relazionali di alcuni  consiglieri regionali, che  sostengono  chi ha  mostrato assoluta incapacità gestionale e direzionale nella sua funzione di Commissario Straordinario nominato dalla Regione. Il Dott. Domenico Macrì dovrà essere rimosso perché non ha risanato un bel niente e non è questo il compito e le prerogative assegnate dalla Legge alla gestione commissariale”.

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