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CRONACA

Domenica 23 Luglio 2017 04:00

Scalea. Continua il braccio di ferro il braccio tra la Cgil e la regione Calabria sulla gestione commissariale del Consorzio di bonifica

Tiziana Ruffo. Continua a tenere banco nel dibattito politico del Tirreno cosentino la spinosa questione della gestione commissariale dell’Ente consortile di Scalea. La Flai Cgil, Federazione Territoriale di Castrovillari, spara a zero contro la “gestione dispotica e scellerata da parte del Commissario straordinario, Domenico Macrì, nominato dalla Regione Calabria non per merito, o per particolari qualità dirigenziali e capacità gestionali, ma indicato per infime finalità politiche dal Consigliere regionale  Giuseppe Aieta che con pratiche davvero poco ortodosse, dal punto di vista della deontologia politica ed istituzionale, continua spudoratamente a sostenere e sponsorizzare maldestramente il Commissario  che ha letteralmente messo alla fame ben 59 famiglie di lavoratori, lasciandoli colpevolmente senza retribuzione e senza alcun mezzo di sostentamento da ben otto mesi”. La Flai Cgil continua così  a tenere alto il livello di attenzione e mobilitazione della totalità degli operai addetti ai servizi d’irrigazione e distribuzione dell’acqua potabile e degli impiegati amministrativi e tecnici dipendenti del Consorzio di bonifica di Scalea. Il Sindacato di categoria della Cgil  conduce da tempo,  insieme ai lavoratori, una strenua battaglia per l’esigibilità di fondamentali diritti, quale il diritto alla continuità occupazionale e al salario. “In oltre un anno di gestione commissariale, - ha dichiarato il segretario generale della Cgil, Silvano Lanciano- il Consorzio di Scalea è stato portato alla paralisi economico-finanziaria e da alcuni mesi è stato ridotto in una condizione di asfissia assoluta, per la mala gestione e l’incapacità direzionale dell’attuale Commissario Straordinario il cui mandato è scaduto da diverse settimane”. I servizi d’irrigazione, di erogazione dell’acqua potabile e dell’amministrazione sono garantiti dalla buona volontà e senso di responsabilità dei dipendenti “che sono lasciati colpevolmente senza paga da ben otto mesi”. Anche il lavoro forestale ha registrato gravi carenze gestionali, soprattutto il servizio antincendio, “ma anche l’attività ordinaria è gestita in maniera impropria, assolutamente arbitraria e senza alcun rispetto di leggi e regolamenti”. Già tre mesi fa il Sindacato con le maestranze aveva lanciato l’allarme ed invocato un risolutivo intervento della Regione Calabria, in primo luogo per scongiurare il licenziamenti annunciati della metà dei dipendenti e l’assenza di buone pratiche amministrative per far affluire nelle casse del Consorzio le risorse necessarie per pagare salari e stipendi al personale, in considerazione del carattere alimentare delle retribuzioni.  La Flai – Cgil  ed i lavoratori denunciano, in particolare,  “l’immobilismo della Regione Calabria, che per prendere una decisione che può essere presa in tre minuti passano mesi e con grave conseguenza sulle famiglie di operai ed impiegati”.  Sindacato,  maestranze, impiegati ed operai, avverte Lanciano, “qualora  la situazione non sarà presto risolta dalla Regione Calabria rendendo immediatamente esigibili gli impegni assunti dal Governo Regionale, ovvero l’allontanamento di  Macrì e la nomina di un nuovo Commissario alla guida dell’Ente Consortile che dovrà, come primo atto e prioritariamente, provvedere all’erogazione di salari e stipendi, saranno  costretti a scendere di nuovo in campo con azioni forti, anche simboliche e con  l’astensione dal lavoro ad oltranza e fino alla risoluzione della vertenza salariale ed occupazionale”.

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