RADIO ONE BANNER SOPRA
images/548547315246596.jpg
images/bloggif_56813d257ab6d.gif
images/la c news orari gr.jpg
images/manfreditalia.jpg
images/automonaco 1.jpg
images/expert la cava 2.jpg
images/boung ville 4.jpg
images/bloggif_5681413e0b7e3.gif
images/villa brazzano.jpg
images/radio one  blues.jpg
ascolta le ultime previsioni meteo

CRONACA

Sabato 29 Luglio 2017 03:22

Scalea. Contributi regionali per sagre e festicciole a scapito di strutture socialmente utili.

 Tiziana Ruffo.  Riesplode con forza la spinosa questione della piscina comunale di Scalea totalmente  distrutta da un evento atmosferico nel settembre del lontano 2013. il Legale Rappresentante dell’Aias,  Sezione di Cetraro Onlus, gestore dell’impianto natatorio di Scalea, Antonio, Maurizio Arci esprime apprezzamenti  per la coraggiosa presa di posizione del sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere, per aver riacceso i riflettori su una triste ed ormai dimenticata vicenda  e rincara la dose nella critica all’immobilismo della giunta regionale, che elargisce fondi per sagre e festicciole di paese e trascura opere di grande utilità sociale,  come la piscina comunale di Scalea, che garantiva terapie a 150 disabili il posto di lavoro a venti  unità assunte. “Concordo pienamente sulla scelta del Sindaco Vetere di rimarcare la rilevanza attribuita su questo territorio ad eventi, iniziative e contributi erogati nei confronti di sterili opportunità di rilancio del territorio, - ha dichiarato Arci - a discapito di importanti opere  che garantirebbero occupazione, innovazione e servizi per il territorio, continuativi e duraturi nel tempo. Ho potuto constatare l’indifferenza ed il totale disinteresse per le sorti di un impianto modello, che in un solo anno di vita si era imposto come polo natatorio di rifermento per l’alto tirreno cosentino, confermandosi quale luogo di sana aggregazione, in un territorio che ben poco offre ai disabili, ai giovani, anche disagiati, ed agli anziani”. Un groviglio di rovine e ferraglia contornato da una vasca di acqua putrida, dove proliferano rane, topi e serpenti. Si presenta così a turisti e residenti, per il quarto anno consecutivo, la devastante immagine di una struttura in preda al degrado e agli sciacalli. Dopo anni dall’accaduto, nulla è stato fatto e così, tra l’incuria e l’abbandono, la situazione continua a peggiorare. “A nulla sono valse le innumerevoli battaglie che ho portato avanti, - ha incalzato il presidente dell’Aias-   né gli incontri che ho promosso con i vertici delle Istituzioni : Prefettura,  Regione Calabria, Comune di Scalea,  Provincia di Cosenza,  tutti finalizzati alla ricerca di una soluzione concreta e ad un accordo che rendesse possibile la ricostruzione di quanto andato distrutto, prima che l’inevitabile degrado aggravasse i danni già prodotti”.  Fra tutte, la clamorosa protesta di Arci risale al 26 marzo 2014, in occasione della visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi a Scalea, quando posizionò  a 12 metri di altezza, sulle rovine della tendostruttura. “Fino ad oggi, chi continua a pagare il prezzo salatissimo di un disastro di cui non ha nessuna colpa – commenta con amarezza Arci-  è  esclusivamente la nostra Onlus, in quanto a fronte dell’improvviso azzeramento di ogni entrata  per l’attività di gestione della piscina, ha continuato a pagare comunque le consistenti rate del mutuo che aveva acceso per finanziarne il completamento e la messa in funzione. E che ha dovuto procedere a congedare gli oltre venti lavoratori che aveva assunto, convinta di poter creare una nuova realtà occupazionale, con posti di lavoro stabili e qualificati”. Arci ribadisce lo sdegno ed il malcontento nei confronti di politiche territorialmente sconvenienti per la ripresa economica del territorio. “Tutta la vicenda è stata completamente ignorata dai nostri rappresentanti politici e istituzionali, ed ha visto la pilatesca lavata di mani dell’amministrazione locale inadempiente, che si è sottratta ad ogni assunzione di responsabilità per gli ingentissimi danni causati da proprie inadempienze”. Sta di fatto che per il quarto anno consecutivo le famiglie degli oltre 150 disabili che avevano iniziato a frequentare la piscina di Scalea non potranno avvantaggiarsi delle terapie innovative che l’Aias era in grado di erogare, e dovranno fare a meno di un’importante occasione di aggregazione e di svago.

Lascia un commento

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie visita la pagina Note legali - Privacy -Cookie