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CRONACA

Venerdì 28 Luglio 2017 11:27

SCALEA . TENTATA ESTORSIONE AGGRAVATA DAL METODO MAFIOSO AI DANNI DI UN LOCALE DELLA MOVIDA SCALEOTA. I CARABINIERI ARRESTANO UOMO VICINO ALLA ‘NDRINA VALENTE.

Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Scalea hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare agli arresti domiciliari emessa, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro dall’Ufficio G.I.P. Distrettuale a carico di PAPPATERRA Giuseppe, classe ‘80, per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un noto locale della movida scaleota. L’attività di indagine ha permesso di certificare la vicinanza dell’arrestato ai vertici della ‘ndrina VALENTE operante nell’Alto Tirreno cosentino, sotto l’egida del noto clan MUTO di Cetraro (CS), capeggiata prima dai fratelli VALENTE Pietro e VALENTE Franco, arrestati con la nota operazione Plinius per associazione mafiosa nell’anno 2013, successivamente dal terzo fratello VALENTE Carmelo,  arrestato durante l’operazione Plinius 2 per i medesimi reati. L’arrestato, cliente occasionale del locale scaleota preso di mira, nel maggio scorso ha avvicinato il gestore impegnato dietro il bancone e minacciandolo ripetutamente, ha tentato di imporre la consegna di parte dell’incasso giornaliero al clan da lui rappresentato al fine di “…fare il suo dovere con i fratelli”. La sua condotta veniva interrotta dal sopraggiungere di una pattuglia dell’Arma che con la scusa di un caffè sono riusciti ad evitare ulteriori conseguenze. I militari, notando il gestore del locale particolarmente sconvolto, hanno subito posto in essere mirati accertamenti raccogliendo le dichiarazioni di alcuni testimoni e visionando anche diverse immagini eloquenti, riprese da alcuni impianti di video sorveglianza. L’attività investigativa dei militari dell’Arma ha permesso di ricostruire tutte le fasi dell’evento criminoso oggetto di indagine, raccogliendo elementi sufficienti per l’emissione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare a carico del PAPPATERRA . L’arrestato è stato tradotto in stato di arresto presso il proprio domicilio a disposizione dell’A.G.

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