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CRONACA

Martedì 12 Settembre 2017 05:39

Scalea. La Chiesa non può restare a guardare sull'emergenza mafiosa

Tiziana Ruffo. “Cattiva gestione della raccolta differenziata,  condizione del mare gestita in modo confuso,  mancanza di una copertura legale visibile del territorio da parte delle forze preposte alla vigilanza e alla tutela della legalità”. Un incontro proficuo quello che si è tenuto con le associazioni,  domenica sera negli ambienti pastorali della parrocchia  San Giuseppe Lavoratore a Scalea, promosso dal parroco don Cono  Araugio. Tutto è nato, ha spiegato don Cono,  dalla percezione di una crescente articolazione della presenza malavitosa nella  città e  alle situazioni esplosive che si sono accompagnate questa  estate.  Certamente , si è detto, l’aumento smisurato  della popolazione estiva ha contribuito a una crescita esponenziale della violenza, “a far degradare il rispetto delle leggi e ad emancipare l'azione di coloro che dell’illegalità fanno il loro senso di vita”. Un dibattito particolarmente  ricco che si è sviluppato lungo questo  interrogativo inquietante:   “Stiamo assistendo a una riorganizzazione del controllo del territorio da parte della malavita o sono cani sciolti che non essendo controllati operano individualmente?” la risposta è difficile da dare “senza un supporto qualificato e attento del fenomeno mafioso nel territorio”.  Intanto come Chiesa- ha detto don  Cono -  non possiamo tacere o voltarci dall'altra parte. Si è voluto perciò  incontrare  “tutti coloro che ritengono di poter contribuire a orientare in modo più rigoroso e rispettoso della legalità la vita sociale e politica di Scalea,  con l’obiettivo di  riuscire a generare relazioni tre le associazioni per non lasciare soli coloro che si trovano a lottare contro la prevaricazione mafiosa e la violenza”. Il fenomeno malavitoso  ha colpito violentemente alcune persone, ha generato sgomento nelle vittime e nelle loro famiglie. La risposta emersa è certa: Scalea non vuole restare a guardare.  Oltre agli altri parroci di Scalea, , che hanno  condiviso  pienamente  l’iniziativa intrapresa, erano presenti: Agesci, Asso Scalea, Azione Cattolica, Caritas, Carnem Levare, Cinque Stelle, Libera, Moto Club, Progetto Germano, Punto Luce, Sportello Antiviolenza per le Donne, Viva Scalea.  Hanno partecipato all'incontro anche gruppi di cittadini a livello personale e un gruppo di turisti. L'impegno sottolineato più volte è che le  associazioni coordinino una più stabile piattaforma di intenti, capace di rendere più visibile la volontà di “far crescere anche a livello di immagine mediatica una Scalea degli onesti, privilegiando l'impegno collettivo e non solo e tanto quello Individuale”. Il lavoro delle forze oneste a Scalea è notevole “ma stenta ad essere considerato pienamente nella sua positività dalla collettività”. Alla fine dell'incontro è  stato messo in risalto la positività della partecipazione, “che esprime una grande sensibilità al problema della legalità e la volontà di essere solidali con le vittime” . L’incontro dovrebbe essere l’inizio di una lunga fase di riflessioni su questi temi cruciali con il preciso intendimento di favorire il coinvolgimento dell’intera comunità scaleota al processo di crescita culturale e sociale della città. In questa ottica è stato già fissato  un incontro  domenica 24 settembre. L’incontro di domenica scorsa non ha inteso coinvolgere l’amministrazione comunale solo  ed esclusivamente  per agevolare un confronto interno  tra Chiesa e  associazioni al fine di evitare valutazioni ed interferenze nel percorso scelto. Il sindaco Gennaro Licursi, tuttavia,  aveva  dichiarato la sua piena disponibilità  a partecipare all’iniziativa di don Cono, considerata di grande utilità culturale  e sociale per la città.

 

 

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