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CRONACA

Giovedì 28 Settembre 2017 14:48

SCALEA. NOTO IMPRENDITORE ASSOLTO DAL REATO DI RICETTAZIONE.

Dopo dieci anni, e’ terminata, ieri, presso il Tribunale Penale di Paola, Giudice Pugliese, una complessa vicenda giudiziaria a carico di un noto imprenditore di Scalea operante nel settore automobilistico.  L’uomo, difeso dall’avvocato Francesco Liserre, rispondeva del reato di ricettazione riferito ad un’articolata attività di indagine, congiuntamente compiuta nell’anno 2007, presso l’autorimessa dell’imputato, dalla Polizia Stradale di Scalea e di Cosenza-Nord. In particolare, presso la vasta struttura dell’indagato adibita ad autorimessa, soccorso stradale, custodia giudiziaria, officina e quant’altro, venivano rinvenuti numerosi pezzi di auto, motori e, anche, alcune autovetture di asserita provenienza sospetta, posti tutti sotto sequestro. Tuttavia, già durante le indagini preliminari, a seguito di attività di indagine difensiva espletata dalla difesa dell’indagato, l’avvocato Liserre riusciva ad ottenere l’annullamento del sequestro dalla Suprema Corte di Cassazione – Presidente Esposito-, dimostrando, documentalmente, già in quella fase cautelare, l’assoluta legittima provenienza di tutti i beni sottoposti a vincolo reale. Di contrario avviso la Procura della Repubblica di Paola che, nonostante le obiettive e sopravvenute risultanze, rinviava a giudizio l’imprenditore in un processo durato diversi anni. Nel corso della complessa attività istruttoria, venivano rispettivamente sentiti, tra l’altro, i  Commissari della Polizia Stradale di Scalea e Cosenza, impossibilitati a rappresentare elementi probatori di certezza, al di là di ogni ragionevole dubbio, a carico dell’imputato. Ieri, in sede di discussione, il PM chiedeva la condanna dell’imputato ad un anno e mezzo di reclusione ma, dopo un’articolata arringa dell’avvocato Francesco Liserre finalizzata, tra l’altro, a dimostrare l’assoluta estraneità del proprio assistito ai fatti in contestazione, il Giudice, accogliendo interamente le argomentazioni difensive, assolveva l’imprenditore perché il fatto non sussiste.

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