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CRONACA

Domenica 01 Ottobre 2017 06:05

Santa Maria del Cedro. Non si sottovaluti il grave episodio delittuoso che ha seminato paura tra i cittadini

Tiziana Ruffo. Si è creato un clima di paura tra i cittadini dopo lo scoppio di un ordigno all’ingresso di una palazzina in via delle Viole. Un episodio delittuoso che ha turbato la serenità dell’intera comunità, tradizionalmente tranquilla e poco avvezza ad assistere a fenomeni di questo tipo. “E’ un fatto increscioso. – Ha commentato il primo cittadino Ugo Vetere – E’ da tre anni che evidenzio al Comitato dell’ordine e della sicurezza pubblica la necessità di potenziare l’organico della caserma dei Carabinieri per garantire un più efficace controllo del territorio”. Le richieste del sindaco spesso sono state liquidate con l’argomentazione secondo cui Santa Maria del Cedro sarebbe “un’isola felice” in considerazione del fatto che “il numero dei reati è esiguo” e che “sono rari gli episodio delittuosi”. Evidentemente, alla luce di questo atto delinquenziale, che segue l’incendio avvenuto un anno fa all'interno di un noto locale notturno della cittadina, andato completamente distrutto, la situazione va rivista e la riflessione sulle dinamiche malavitose va approfondita per mettere in campo le contromisure necessarie a stroncare sul nascere vicende di malavita. Allo stato attuale il sindaco Vetere è convinto che non si tratti comunque di criminalità organizzata , come accadeva negli anni- 70 80, (un periodo buio dell’intero Tirreno cosentino carico di intimidazioni da parte di delinquenti che terrorizzavano esercenti, bruciavano auto e sparavano contro garage privati) ma di episodi isolati senza una ben definita matrice mafiosa. Tale convinzione è supportata dal fatto che in tanti anni di amministrazioni che si sono avvicendate, sono state realizzate tante opere pubbliche e tutto si è svolto nei binari della legalità senza interferenze e senza devianze. Preoccupazione anche nel mondo della Chiesa, espressa dal parroco, don Gaetano De Fino “Come comunità di fedeli - ha detto - siamo rimasti sconcertati dall’accaduto. Si è trattato di un episodio inaspettato che ha scosso tutti, anche perché negli anni scorsi la comunità ha vissuto momenti di tranquillità”. Certamente è un campanello d’allarme,aggiunge il parroco, “è il momento di non abbassare la guardia, tenere alta l’attenzione di fronte ad alcuni fenomeni che vanno a disturbare la serenità dell’intera comunità”. L’episodio accaduto pochi giorni fa deve far riflettere tutti, ha sottolineato don Gaetano, e deve spingere verso una sinergia  tra le istituzioni per contrastare un’eventuale escalation di violenza. L’impegno deve riguardare la comunità cristiana, quella civile, le forze dell’ordine e anche i cittadini”. Occorre creare un ampio cordone democratico fatto di collaborazione attiva per evitare che la situazione dell’ordine pubblico precipiti e che si consenta a tali soggetti di delinquere senza alcuna resistenza dei cittadini o delle persone direttamente offese, in un clima di assoluta omertà. Il timore è che l’analisi delle dinamiche delinquenziali rimanga in superficie e si perda di vista la portata di fenomeni che potrebbero essere spie rivelatrici di movimenti oscuri destinati a sconvolgere le regole della sana convivenza sociale. L’ ordigno di modeste dimensioni è esploso la sera del 27 settembre. La deflagrazione ha fatto saltare il portoncino d’ingresso di una palazzina a due piani danneggiando anche una parte dello stabile. Non ci sono stati feriti ma il forte boato aveva generato il panico tra i residenti della zona. Sul fatto indagano i carabinieri di Santa Maria del Cedro e di Scalea.

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