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CRONACA

Lunedì 02 Ottobre 2017 08:25

Praia a Mare. Sciopero della fame e delle medicine di Gino Domenico Spolitu

Tiziana Ruffo. Gino Domenico Spolitu,  leader dei “Comitati civici a difesa della sanità pubblica”, rimarrà in astensione totale dal cibo e da qualunque medicina e cura, mettendo finanche a rischio la sua vita,  come  protesta contro la situazione di stallo in cui si ritrova l’ospedale civile di Praia a Mare. Spolitu, per tutta la giornata di ieri non ha toccato cibo e procederà con la sua protesta con l’obiettivo  di scuotere le istituzioni, che  non possono restare mute, a  dare un segnale sulla riapertura concreto del nosocomio. Se ne sta lì, sul Viale della Libertà, visibilmente sofferente. Una sedia e  tanta solidarietà aiutano Spolitu a superare questi momento drammatici, che sinora non hanno sortito nessun effetto. Il leader dei “Comitati civici a difesa della sanità pubblica”, nei giorni scorsi, ha preso carta e penna ed ha chiesto formalmente al Commissario ad Acta, Eugenio Sciabica, di porre fine alle incertezze e alla confusione e di indicare con chiarezza le date precise del reale avvio del servizio sanitario con il trasferimento a Praia a Mare dei reparti previsti. “Ben conoscendo motivazioni, tempi, costi e risorse umane necessarie ad una pronta, effettiva riapertura del presidio ospedaliero di Praia a Mare – sottolineava Spolitu nella missiva- chiedo di indicare entro quale data il pronto soccorso, il reparto di medicina generale e il reparto di chirurgia emergenza –urgenza potranno essere effettivamente utilizzati dai cittadini”. Il funzionario del Ministero, Sciabica, per l’esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato, ha finora attivato ogni prerogativa per la riconversione in presidio ospedaliero, trasformato illegittimamente in Capt. Il Decreto di riconversione, dunque, come sottolinea Spolitu, è sintomo di precisa volontà di Sciabica e del Ministero della salute, di rimediare all’errore commesso nel 2010. Il fatto però che ad oggi non sia stato ancora precisato il termine entro il quale il Decreto debba essere attuato sta provocando tra cittadini, amministratori locali e operatori sanitari, di tutto l’alto Tirreno cosentino, una profonda preoccupazione. “non si vorrebbe una dilatazione dei tempi – incalza Spolitu- per fini strumentali e politici”. Tra l’altro c’è la diffusa convinzione che un finanziamento pubblico di circa due milioni di euro possa consentire la riapertura del nosocomio, considerando anche il fatto che le risorse umane, medici, chirurgi e anestesisti, sono già disponibili per un precedente concorso pubblico, già eseguito e che attende solo l’autorizzazione del commissario regionale alla sanità, Massimo Scura. Sarebbe già disponibile, inoltre, una cospicua attrezzatura medica “eseguendo semplicemente la restituzione di quanto illecitamente a suo tempo era stato spostato all’ospedale di Cetraro”. Spolitu attende ora una risposta chiara direttamente dal Ministro Lorenzin.

 

 

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