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CRONACA

Giovedì 19 Ottobre 2017 08:12

Cetraro. Le maestranze rivendicano le spettanze nella compravendita dell’ex Emiliana tessile


Tiziana Ruffo.  Vibrata protesta delle maestranze della ex fabbrica “Emiliana Tessile” di Cetraro, che sarebbero state escluse dalla trattativa in atto tra l’amministrazione comunale, guidata da Angelo Aita, e Vela Latina, di cui sono proprietari Fausto Aquino e Pietro Citrigno. L’occasione, per riproporre all’attenzione la questione, è stata la presenza di operai dell’Afor, oggi Calabria Verde, che ieri mattina erano era intenti a tagliare l’erba nello spiazzale dell’azienda tessile per rendere accessibile i luoghi.  Circostanza questa che ha allarmato i 37 ex dipendenti, che hanno riproposto con forza il rispetto dei loro diritti che nel corso di questi anni sarebbero stati sistematicamente ignorati. Quando nel maggio scorso il sindaco aveva manifestato la volontà di acquisire l’immobile, gli operai aveva inviato una lettera al sindaco per acquisire informazioni certe sul loro destino, in considerazione del fatto che a suo tempo la vendita dell’Emiliana tessile ai nuovi proprietari prevedeva l’assunzione delle maestranze nel nuovo insediamento che Aquino e Citrigno avrebbero dovuto avviare con la costruzione di una casa di cura oncologica. Tramontato questo progetto la vicenda delle maestranze è finita nel dimenticatoio. Oggi, che la compravendita è tornata d’attualità, gli operai hanno avvertito la necessità di riproporre il rispetto dei loro diritti. Con rammarico, però, i lavoratori avrebbero preso atto o che il sindaco, nell’intento di acquisire l’intero complesso immobiliare, non avrebbe tenuto in alcun conto della   posizione degli operai.  Le maestranze sono da anni senza lavoro nonostante gli imprenditori Citrigno ed Aquino, allorquando acquistarono l’immobile in questione al prezzo di 850 mila euro, “cifra inferiore al reale valore dell’immobile”, si fossero impegnati a riassumere tutti gli operai nelle nuove attività che avrebbero dovuto insediare nella fabbrica tessile. “Purtroppo-incalzano gli operai - furono solo ennesime prese in giro di persone che hanno utilizzato le nostre necessità per acquistare un immobile a prezzo di affare e che ora vogliono rivendere al comune per guadagnarci ancora”. Le maestranze ricordano al sindaco di essere da anni ancora in causa contro gli attuali proprietari “per essere indennizzati per la mancata riassunzione che ha mandato tante famiglie nella disperazione”. La tesi dei lavoratori è che “prima, che altro denaro della comunità cetrarese vada a gonfiare le tasche di Citrigno ed Aquino” si provveda “a porre   come condizione per l’acquisto da parte del comune, che sia liquidato in nostro favore l’indennizzo dovutoci”. Gli ex operai, in sostanza, vorrebbero che “il comune pensasse prima ai suoi cittadini in difficoltà e ponesse la tutela delle spettanze dovute ai lavoratori, quale preliminare e pregiudiziale di ogni intesa volta all’acquisizione dei fabbricati della ex Emiliana Tessile”. La società “Vela Latina” avrebbe accettato il prezzo di partenza proposto dall’amministrazione comunale, pari a un milione e 680 mila euro, con l’aggiunta di 287 mila euro per tassazione degli anni 2012 -2015. Si tratterebbe, dunque, di aggiungere a questa somma le spettanze delle maestranze”.

 

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