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CRONACA

Sabato 18 Novembre 2017 08:49

Praia a Mare. Un caso di inquinamento da idrocarburi pesanti a poca distanza dal canale Fiumarella

Tiziana Ruffo. Si provveda con urgenza a rimuovere le cause che hanno determinato una nuova e più grave forma di inquinamento prodotta da idrocarburi. Il sindaco di Praia a Mare Antonio Praticò ha intimato, con “ordinanza contingibile e urgente” all’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica della Calabria (Aterp), l’ex Istituto Autonomo Case Popolari (Iacp), di “procedere immediatamente al risanamento completo di una fossa biologica a servizio degli alloggi popolari,  completamente priva di fondo e collegata all’impianto delle fogne della città”, e quindi in grado di liberare di continuo i suoi contenuti nell’ambiente naturale circostante. L’Aterp è proprietario di quegli alloggi costruiti anni fa, in una zona interna della città. A poca distanza da questa fossa biologica scorre il canale “Fiumarella” recentemente oggetto di un rapporto da parte della sezione alto Tirreno di “Italia Nostra” a causa dell’inquinamento microbiologico fatto registrare negli ultimi due anni, sia lungo il suo tragitto che attraversa la parte più centrale della città, sia nello specchio d’acqua antistante il suo sbocco in mare. L’inquinamento provocato dalla fossa biologica potrebbe essersi diffuso, secondo gli ambientalisti, quindi, almeno nel terreno sottostante, nell’acqua della falda freatica che, in quel punto, scorre in posizione molto superficiale, ed anche, a causa dell’estrema vicinanza della fossa biologica in questione al corso d’acqua della Fiumarella. Dai risultati delle analisi eseguite dall’Arpacal si evidenzia il superamento dei limiti soglia di idrocarburi pesanti. In considerazione del fatto, però che l’Agenzia regionale   non ha ancora eseguito le eventuali verifiche   necessarie per stabilire ma non si conosce ancora l’effettiva estensione del fenomeno nell’ambiente circostante, né la sua reale portata e le conseguenze che può aver provocato anche a distanza. “Rimane da chiarire, inoltre, – sottolinea Italia Nostra- la natura atipica e del tutto sorprendente del fenomeno, in quanto non è comprensibile come sia possibile che “idrocarburi pesanti” possano trovarsi presenti nella fossa biologica a cui afferiscono normalmente soltanto gli scarichi delle unità abitative concesse dall’Aterp ai vari privati che le abitano”. L’associazione infine intende sapere se “sia stata l’Aterp ad eseguire i lavori di allaccio alla rete fognaria, e come abbia potuto ancora lasciare attiva una fossa biologica, in grado di provocare notevoli danni da inquinamento dell’ambiente”. 

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