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CRONACA

Sabato 09 Dicembre 2017 09:38

Cetraro. Cresce il numero delle famiglie povere nella comunità

 Tiziana Ruffo. Il tema della povertà comincia ad assumere a Cetraro i tratti distintivi di una vera e propria emergenza sociale da fronteggiare con urgenza. Toccare con mano lo stato crescente di difficoltà economica delle famiglie significa misurarsi con i contraccolpi negativi prodotti dalla persistente mancanza di opportunità lavorative in un contesto sociale pesantemente condizionato dalla mancanza di imprese e dalla persistente vitalità del fenomeno malavitoso. Ormai si può parlare diffusamente di strati di povertà, spesso celati, dai cittadini, per un naturale senso di dignità. Esistono famiglie, nella comunità cetrarese, nelle quali non entra alcun reddito da lavoro, oppure navigano con inadeguati sostegni economici, derivanti da lavori occasionali o da qualche forma di assistenza. La situazione diventa, ancor più, insostenibile nei casi in cui esistono, nel nucleo familiare, portatori di handicap o anziani bisognosi di acquistare medicine per curarsi. Un quadro sociale allarmante, confermato da indicatori statistici.  Il 28% è il tasso di disoccupazione, cresce continuamente il numero dei giovani che lasciano il territorio per cercare lavoro altrove, non ci sono nuove imprese, le attività sono in caduta libera, non arrivano segnali fortemente positivi dal comparto turistico su cui le amministrazioni comunali hanno puntato per riorganizzare il tessuto economico e sociale della città. Nonostante l’enorme impegno profuso   per potenziare il sistema delle infrastrutture, la situazione occupazionale è stata caratterizzata nell’ultimo decennio dalla perdita di circa mille posti di lavoro. Tali difficoltà economiche producono progressivi sfilacciamenti del tessuto sociale con conseguenze devastanti per tanti giovani, che finiscono nella rete dello spaccio e del consumo di stupefacenti. Parrocchie, associazioni, volontariato, scuole e tutte le agenzie formative sono impegnate a fronteggiare le tante emergenze legate alla perdita di fiducia nel futuro e alla convinzione che lo stato di degrado ormai sia destinato a chiudere le porte a tante intelligenze che potrebbero essere proficuamente impiegate per il complessivo processo di crescita culturale della comunità. L’area di Cetraro occupa il penultimo posto in Calabria per l’alto tasso di disoccupazione. La questione della povertà diventa sempre più allarmante in considerazione del fatto che tale fenomeno investe l’intera Calabria, vera maglia nera tra le regioni italiane con oltre il 39 % per tasso di povertà. In questa ottica il Reddito di inclusione (r.e.i.), definito dal governo “la prima misura strutturale contro la povertà”, potrebbe costituire una risposta o comunque un segnale positivo che apre la via a nuove politiche sociali in grado di farsi carico delle reali emergenze della città. 

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