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CRONACA

Sabato 16 Dicembre 2017 10:45

DIAMANTE. ACCUSATO DI AVER RAPINATO UNO STRANIERO: DIAMANTESE PROSCIOLTO.

Si è concluso, dopo circa nove anni, presso il Tribunale Penale di Paola, il processo a carico di      A. C. di Diamante, inizialmente accusato di rapina a danno di uno straniero. L’uomo, già recidivo, a seguito di attività di indagini difensive poste in essere dal suo difensore di fiducia, l’avvocato penalista Francesco Liserre, otteneva la riqualificazione del più grave reato di rapina nell’ipotesi di furto con destrezza, cd scippo, previsto dall’art. 624 bis del codice penale. I fatti si riferiscono al luglio del 2008 allorquando, l’imputato, nei pressi di un noto hotel sito sul lungomare Glauco della cittadina dei Murales, dopo aver notato lo straniero, gli strappava con violenza il denaro in suo possesso. Tuttavia, la vittima riusciva a memorizzare il numero di targa dell’autovettura del prevenuto e, con altri riscontri successivi, i carabinieri di Diamante riuscivano ad identificare il rapinatore il quale, tra l’altro, veniva riconosciuto dallo straniero attraverso l’individuazione fotografica. Pertanto, iniziava il processo durato diversi anni, soprattutto per l’impossibilità di assicurare, in tribunale, la presenza del cittadino straniero, ormai non più presente nel territorio italiano. L’avvocato Liserre, nel corso delle precedenti udienze, evidenziava al giudice la necessità di procedere, prima dell’acquisizione dei verbali e delle dichiarazioni rese dalla persona offesa, ad un’effettiva e valida notificazione della citazione della vittima, non soltanto nel suo provvisorio domicilio, bensì nel paese estero di residenza, secondo le modalità previste per le rogatorie internazionali e dalle convenzioni di cooperazione giudiziarie. Ciò, conformemente al prevalente indirizzo giurisprudenziale, di recente affermato anche dalle Sezioni Uniti della Cassazione Penale e in armonia ad una interpretazione della norma in questione ai principi costituzionali e convenzionali, rispettivamente sanciti dall’art. 111 della Costituzione e dall’art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo in virtù dei quali, l’imputato, ha sempre il diritto di interrogare o far interrogare, salvo casi eccezionali,  il suo accusatore, nonostante le complesse e onerose difficoltà burocratiche connesse alla relativa rogatoria. Risultate infruttuose tali ricerche, su richiesta del pubblico ministero, venivano successivamente acquisiti l’atto di querela e il verbale di individuazione fotografica che rappresentavano gli unici elementi accusatori a carico del diamantese. Tuttavia, l’avvocato Liserre, a seguito del notevole decorso del tempo dalla commissione dei fatti, chiedeva ed otteneva dal Giudice penale, l’estinzione del reato per intervenuta prescrizione.

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