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CRONACA

Lunedì 12 Maggio 2014 09:20

Grisolia. Lotta biologica alla vespa del castagno.

Nei giorni scorsi in località Monte a Grisolia e in località Acqua dei bagni-Alberosa a Verbicaro sono stati eseguiti, dal servizio fitosanitario regionale, dei trattamenti biologici per la lotta alla vespa del castagno che infesta i castagneti. Un intervento che si è potuto ottenere grazie alla segnalazione, risalente alla scorsa estate, da parte di Angelo De Patto, proprietario dell'azienda “Il Monte”, e del dottore forestale Giuseppe Raimondi, della presenza della vespa cinese del castagno (o cinìpide), fatta al Comune di Grisolia che ha subito allertato il servizio fitosanitario della Regione Calabria. Il costante monitoraggio della situazione, avvenuto di concerto con la dottoressa Vincenzina Scalzo, ha fatto sì che la Regione provvedesse ad intervenire per cercare di interrompere la diffusione del cinìpide nei nostri castagneti. Questo parassita determina, nelle piante colpite, la formazione di alcuni ingrossamenti (dette galle) sui germogli e sulle foglie, delle vere e proprie formazioni tumorali che colpiscono le piante e causano uno sviluppo stentato della vegetazione e un calo consistente della produzione, difatti queste escrescenze anomale compromettono la crescita dei rami e impediscono la fioritura normale, nei casi più gravi addirittura portano alla morte delle piante. Individuare questo insetto killer di origine cinese è abbastanza difficile poiché gli esemplari adulti misurano appena due millimetri di lunghezza e per di più il loro colore nero con zampe giallo-brunastre fa sì che si mimetizzino bene tra i castagni. Ancora più difficile debellarlo, l'unica soluzione in grado di dare, nel breve periodo, dei buoni risultati è la lotta biologica, attuabile attraverso il lancio di un insetto antagonista, il Torymus sinensis, che si nutre delle larve del parassita. E sono stati proprio due lanci di questo insetto i trattamenti messi in atto dal servizio fitosanitario regionale per cercare di debellare il cinìpide. Siamo fiduciosi che tali trattamenti abbiano un buon effetto, anche se in Italia la diffusione del Torymus sinensis è ancora in fase sperimentale, e che si riesca a contrastare la proliferazione dell'insetto killer. Grisolia è famosa per i suoi straordinari castagneti, alcuni dei quali comprendono degli esemplari millenari, sarebbe un grave danno ambientale, paesaggistico, ecologico e storico se fossero colpiti dal parassita. Il dottor Raimondi al fine di evitare il proliferarsi delle infezioni consiglia a tutti i possessori di piante di castagno di non rimuovere dalle piante gli ingrossamenti eventualmente formati perché potenzialmente parassitizzati, di non effettuare trattamenti chimici nei castagneti, non distruggere, bruciareo asportare il fogliame e gli scarti di potatura prima della fine di maggio del prossimo anno ma di raccoglierli in andane o mucchi all'interno dei castagneti, in modo da favorire la diffusione del Torymus sinensis che avrà così la possibilità di riprodursi autonomamente senza bisogno di ulteriori lanci.

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