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CRONACA

Lunedì 12 Novembre 2018 19:35

TORTORA.IMPIANTO SAN SAGO IL PRINCIPIO DI "PRECAUZIONE"IMPONE LA VALUTAZIONE D'INCIDENZA AMBIENTALE.

E’ quanto statuito dal TAR di Catanzaro nella sentenza n. 1900 pubblicata in data 12 novembre 2018 che ha dichiarato inammissibile il ricorso ed infondati i motivi aggiunti proposti dalla società CO.GI.FE Ambiente srl. Ricordiamo che la società aveva impugnato dinnanzi alla magistratura amministrativa le note della Regione Calabria - Dipartimento Ambiente e Territorio - Settore3, del 10 gennaio 2018, Prot. Gen. – SIAR n. 7868 e del 2 febbraio 2018, Prot. Gen. – SIAR n. 36979, con le quali la Regione aveva diffidato la Go.Gi.Fe. Ambiente S.r.l. dal riavvio di ogni attività sino all’acquisizione degli esiti della Valutazione d’Incidenza Ambientale. Inoltre, da ultimo con motivi aggiunti la società aveva impugnato anche la nota della Regione Calabria – Dipartimento Ambiente e Territorio, dell’11 aprile 2018, prot. Gen. – SIAR n. 0129844, con la quale detto dipartimento aveva notificato la sospensione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. A seguito dell’udienza di merito tenutasi a Catanzaro in data 26 settembre 2018, il TAR ha accolto le tesi difensive della Regione Calabria, della Regione Basilicata, del Comune di Tortora e del WWF O.A. Cosenza-Sila–Pollino, rappresentati e difesi rispettivamente dagli avvocati Enrico Francesco Ventrice, Anna Carmen Possidente, Maria Pia Parise e Fabio Spinelli, che avevano assunto in via preliminare l’inammissibilità del ricorso in quanto l’obbligo della Valutazione d’Incidenza Ambientale era stato stabilito già con la nota del 18 novembre 2017, n.0358202, non tempestivamente impugnata. In effetti, nella sentenza, chiosa il TAR: “Nel caso di specie, però, non si tratta di rinnovare l’AIA relativa a un impianto di smaltimento dei rifiuti operante, ma di consentire la riattivazione di un impianto a lungo sottoposto a sequestro preventivo (con conseguente sospensione dell’AIA) per gravi violazioni ambientali costituenti reato, con sversamento nell’ambiente, e in particolare in un affluente del Fiume Noce di rifiuti liquidi non trattati. È chiaro che in una situazione fattuale come quella delineata, la richiesta di riattivazione dell’impianto comporta la necessità in capo alle amministrazioni di disporre che, in ossequio al principio di precauzione, venga operata la VINCA rispetto a SIC prossimo all’impianto e peraltro inciso dalle violazioni per le quali è stato avviato un procedimento penale”. E’ una grande vittoria per la tutela e il rispetto dell’ambiente considerata la prossimità dell’impianto di San Sago alla Zona Speciale di Conservazione (ZSC IT 9210265 – Valle del Noce) – aggiungono il presidente dell’associazione ambientalista WWF O.A. Cosenza-Sila– Pollino, dott.ssa Nicoletta Boldrini nonché l’avvocato Fabio Spinelli, legale dell’associazione intervenuta nel giudizio a sostegno della difesa degli Enti. Al riguardo, evidenzia l’avvocato Spinelli che la vicenda richiama l’attenzione sul principio di conservazione e di tutela dei siti individuati dalla Rete Natura 2000. Difatti, gli obiettivi di conservazione dei singoli siti, viene garantita, nell’attuazione di interventi antropici, tramite la procedura di valutazione di incidenza, proposta dalla Direttiva Habitat (art. 6, comma 3) e recepita a livello nazionale dal DPR 357/97 (art. 5) e dal successivo DPR 120/03, per prevenire il degrado e le ripercussioni negative sui siti che fanno parte della Rete Natura 2000 a seguito di perturbazioni esterne. Aggiunge l’avvocato Spinelli che: “La Direttiva 92/43/CEE prevede che siano sottoposti a valutazione di incidenza tutti i piani o progetti che possono avere incidenze significative sui siti di Rete Natura 2000, siano essi interni o esterni ai siti: non ci si limita quindi a valutare l’impatto sull’ambiente naturale delle opere che potranno essere realizzate all’interno delle zone protette, ma anche la possibile interferenza che la loro realizzazione può avere su di esse”. Dunque, la tutela dell'ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private, mediante una adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell'azione preventiva, della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente.

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