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CRONACA

Giovedì 29 Novembre 2018 12:35

ALTO TIRRENO: SOTTOPOSTO A MISURA CAUTELARE E RINVIATO A GIUDIZIO IL PROFESSORE CHE ABUSO' SESSUALMENTE DI UNA SUA ALUNNA MINORENNE.

Si e' svolta, ieri, dinanzi al Giudice dell'udienza preliminare, dott.ssa Mesiti, l'udienza preliminare a carico di un professore di un Istituto Superiore del posto, accusato di aver molestato, sessualmente, una sua alunna minorenne durante l'orario scolastico. L'imputato, e'difeso dall'avv. Giovanni Vecchio del Foro di Vibo Valentia, mentre la giovane ragazza si e' costituita parte civile con il patrocinio dell'avv. Francesco Liserre. I fatti, di inaudita gravita', riguarderebbero tre distinti episodi perpetrati, tra gennaio e febbraio scorsi, dal professore nei confronti della giovane alunna. Quest'ultima, terrorizzata e incredula dinanzi alla disinvolta violenza del professore, ha trovato, tuttavia, il coraggio di denunciare l'accaduto, dapprima ad alcuni professori dello stesso istituto e, successivamente, ai genitori che hanno immediatamente presentato formale querela alla Procura della Repubblica. L'indagine, scrupolosamente svolta dal PM Cerchiara, ha fatto emergere, anche attraverso l'audizione protette della giovane vittima, fatti sconcertanti e gravissimi. In particolare, la giovane alunna, con un dettagliato e circostanziato racconto, confermato anche da una sua compagna di classe, ha dichiarato di essere stata oggetto di palpeggiamenti dei glutei da parte del professore che, in altre circostanze, aveva cercato di ripetere la sua perversa condotta cercando, addirittura, in un'occasione, di portarla nella propria autovettura col pretesto di darle un passaggio all'uscita di scuola. Un vero incubo vissuto, ancora oggi, dall'indifesa vittima, incredula che tale violenza potesse derivare proprio da chi avrebbe avuto il dovere di tutelarla e profondamente delusa dal silenzio istituzionale di una Scuola che avrebbe dovuto avvertire il dovere, morale e giuridico, di costituirsi parte civile, stigmatizzando tale esecrabile condotta e prendendo ,concretamente , le distanze da soggetti indegni di espletare il nobile ed ineludibile ruolo educativo, soprattutto in quel particolare contesto. Il racconto, credibile e attendibile della persona offesa, corroborato da ulteriori riscontri testimoniali e non scalfito dalla ricostruzione alternativa fornita dalla difesa, anche attraverso l'espletamento di indagini difensive, ha determinato, il PM, a chiedere ed ottenere, dal GIP di Paola, nei confronti del professore, la misura cautelare degli arresti domiciliari, di seguito sostituita, dal Tribunale del Riesame di Catanzaro, con l'obbligo di dimora in altro comune, unitamente al divieto di allontanamento dall'abitazione nelle ore notturne. Tale misura, sussiste ancora oggi a carico del professore, nonostante le varie richieste di revoca inoltrate dalla difesa, ma, sistematicamente, rigettate dal Gip di Paola. Ieri, in assenza sia dell'imputato che della persona offesa, si e' svolta l'udienza preliminare a porte chiuse a seguito della quale, dopo la discussione del Pm, dell'avvocato Liserre e dell'avvocato Agostino, sostituto dell'avvocato Vecchio, il Gip, rigettando la richiesta di revoca di misura avanzata dalla difesa dell'imputato, ha disposto il giudizio del professore per l'udienza del 6 febbraio 2019 dinanzi al Tribunale Penale Collegiale di Paola.

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