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CRONACA

Giovedì 06 Dicembre 2018 11:50

LA CASSAZIONE ANNULLA ESTRADIZIONE PER TRAFFICO INTERNAZIONALE DI STUPEFACENTI

La Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione, ieri, ha annullato con rinvio una richiesta di estradizione per traffico internazionale di stupefacenti, riferita ad un mandato di arresto europeo proveniente dalla Francia. In particolare, una donna albanese, difesa dall’avvocato Francesco Liserre e convivente di un uomo originario dell’alto tirreno cosentino, veniva arrestata al porto di Ancona mentre proveniva dalla Grecia. La cittadina albanese, coinvolta in un traffico internazionale di eroina tra Italia, Francia e Albania, veniva raggiunta da un mandato di arresto europeo proveniente dal Tribunale Penale di Albertiville (Francia) per una serie di episodi di traffico internazionale di stupefacenti avente come base la zona dell’Alta e Bassa Savoia, al confine con l’Italia. La vasta operazione, che ha visto la partecipazione e il coordinamento di forze di Polizia di vari stati, culminava con l’arresto, da parte della Polizia Marittima di Frontiera del porto di Ancona, della donna che, opponendosi alla consegna richiesta dalla Francia, veniva tradotta nel carcere di Pesaro. Successivamente, la Corte di Appello di Ancona, territorialmente competente anche per la specifica materia, convalidava l’arresto ritenuto legittimamente operato nel rispetto dei requisiti di legge, disponendo, tuttavia, gli arresti domiciliari della donna e stabilendo il nulla osta per la sua consegna all’Autorità Francese richiedente. L’avvocato Liserre, a seguito di un’articolata impugnazione, eccezionalmente prevista dalla legge anche nel merito, proponeva ricorso per Cassazione alla sentenza della Corte di Appello di Ancona al fine di bloccarne l’estradizione per una serie di violazioni dei diritti fondamentali dell’imputato, costituzionalmente garantiti e riconosciuti anche dalla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Pertanto, la Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, nell’udienza celebrata nella camera di consiglio partecipata anche al rappresentante del Ministero della Giustizia Francese, accogliendo i motivi di ricorso proposti dall’avvocato Liserre, bloccava la richiesta di estradizione, annullando con rinvio alla Corte di Appello di Perugia, l’impugnata sentenza.

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