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CRONACA

Lunedì 25 Marzo 2019 08:59

GUARDIA DI FINANZA DI COSENZA: OPERAZIONE CONTRO IL CAPORALATO E L’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA. DENUNCIATI 18 SOGGETTI ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA.

Denunciate  dalla  Guardia  di  Finanza  di  Montegiordano  18  persone  per  caporalato  e  immigrazione clandestina;  identificati  56  soggetti  reclutati in violazione dei contratti nazionali  e provinciali del comparto agricoltura. I  Finanzieri  cosentini,  impegnati  in  posti  di  controllo  nell’area  urbana  di  Roseto  Capo  Spulico  (CS) hanno sottoposto a fermo  –  tra gli altri  –  sette furgoni  in cui erano stipati,  alcuni  anche  all’interno  del  vano  portabagagli,  in  condizioni  degradanti,  cinquantasei  braccianti  agricoli  stranieri  di  nazionalità  pakistana,  nigeriana,  bulgara  e  rumena, provenienti  dalle  campagne  lucane  dove  avevano  prestato  la  propria  manodopera  presso  aziende agricole.  I  braccianti  sono  stati  quindi  accompagnati  presso  gli  uffici  della  Tenenza  per  essere  identificati ed escussi a sommarie informazioni, anche co n l’ausilio di interpreti.  Sulla base delle dichiarazioni fornite e della documentazione rinvenuta a bordo dei mezzi, è  emerso che gli stessi erano stati reclutati in violazione dei contratti nazionali e provinciali del  comparto agricoltura ed impiegati presso le agricole percependo paghe nettamente inferiori a  quanto stabilito dalle norme contrattuali. Dopo aver accertato l’identità di tutti i braccianti  fermati, è emerso che sette di loro erano in  possesso di permesso di soggiorno scaduto e privi di richiesta di rinnovo.  All’esito dell’operazione sono stati  deferiti, a piede libero, alla  Procura della Repubblica di  Castrovillari,  diretta  dal  Procuratore  dr.  Eugenio  Facciolla,   11  “caporali”  (tra  cui  i  tre  titolari  delle  aziende  lucane)  in  concorso  tra  loro,  per  violazione  all’art.  603  bis  c.p.  (intermediazione  illecita  e  sfruttamento  del  lavoro)  per  il  quale  rischiano  la  reclusione  da  uno a sei anni e la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato. Sette  i  braccianti  irregolari  segnalati  alla  Procura  della  Repubblica  per  violazioni  al  testo  unico sull’immigrazione. L’attività  svolta  si  inquadra  in  un  più  ampio  dispositivo  di  polizia  economico-finanziaria  predisposto dalla Guardia di Finanza per la tutela della legalità economica e la repressione  dei reati in materia tributaria.

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